SERIE A2 - 01/07/2020

Il Milano se lo tiene stretto, Migliano: "Lotteremo sempre fianco a fianco"

Il bomber rinnova e punta nuovi traguardi: "Partiamo con delle certezze, stesso gruppo dell'anno scorso con l'innesto di qualche giovane forte che abbia voglia di fare sacrifici. Abbiamo perso Vitor ma siamo sicuri che faremo un'altra bella stagione"

Il Milano calcio a 5 comunica il rinnovo per Gabriele Migliano. Il bomber di Rho vestirà ancora la maglia biancorossa la prossima stagione. Tutti lo chiamano semplicemente bomber. Ma sotto quei tatuaggi da rapper e quell’aria da ragazzo di strada ci sono tante anime. Uomo, calciatore, padre, imprenditore, presidente. Andiamo con ordine.


Un’altro anno col Milano. Una fiducia reciproca che continua.
”Penso che il Milano sia la società più importante della lombardia nel futsal quindi per un giocatore deve essere un onore far parte di questa squadra. Per me lo è e finché ci saranno i presupposti da ambo le parti, lotteremo sempre fianco a fianco”.

Lo scorso anno, chiuso a metà, è stato eccellente. Quali sono le qualità di questa squadra?
”Questa squadra ha scoperto di avere delle qualità importanti e una forza di gruppo impressionante riuscendo a unire i migliori giocatori lombardi (italiani) con un top player come Renoldi che ci ha tolto qualche castagna dal fuoco”.

L’anno prossimo che stagione sarà?
”Siamo una delle poche squadra che ha la fortuna di partire con delle certezze. Stesso gruppo dell’anno scorso già collaudato con l’innesto di qualche giovane forte che abbia voglia di fare sacrifici per far parte di questa realtà. Abbiamo perso Vitor ma siamo sicuri che faremo un altra bella stagione con la consapevolezza di giocarsela con tutti ad armi pari”.

Calciatore-imprenditore. Un binomio che funziona? Quanto è difficile far andare d’accordo le due cose?
”Il lavoro è la cosa che mi da più soddisfazione al quale mi dedico con anima e corpo. Cerco sempre nuovi stimoli e nuove realtà ma il futsal è la mia passione, la mia valvola di sfogo. Quando vado al campo metto da parte i pensieri e mi dedico completamente a questo sport. Difficile nella mia situazione tenere un impegno del genere ma, se devo fare una cosa, la voglio fare bene quindi ho voglia ancora di confrontarmi in questa categoria”.

E essere padre e calciatore?
”Il piccolo David è il mio primo tifoso; viene a vedere tutte le partite e già coltiva l’amore per il calcio. Gli consiglierò di fare sport sempre, non per forza calcio o futsal, ma qualcosa che lo tenga impegnato e lo renda felice perché lo sport nella vita ti aiuta a crescere e migliorare, ti insegna valori che ti servono anche al di fuori”.

Il nuovo progetto di Futsal che stai creando a Rho. Quali sono gli obbiettivi di questa realtà?
”Rho è la mia città. Mi ha cresciuto e dato tanto, ora voglio restituire qualcosa. Abbiamo deciso di iniziare questa avventura con tutti ragazzi del territorio rhodense, ora stiamo preparando la serie D. L’obiettivo resta quello di creare un settore giovanile sul territorio soprattutto per bambini che non possono permettersi una scuola calcio, che possano impegnarsi in questo e non pensare a cose negative che ruotano intorno ai giovani. Tutti noi abbiamo avuto un passato travagliato e sappiamo bene come lo sport ti possa aiutare ad uscire da brutte situazioni. Vogliamo aiutare bambini e ragazzi ha trovare la propria strada attraverso lo sport tralasciando cattive abitudini e ambienti da evitare.”

”L’anno scorso ha fatto una discreta stagione dopo un anno negativo a Cornaredo – lo disegna mister Sau – Lui ė migliorato nella gestione della palla, nel passaggio, riesce a giocare bene spalle alla porta e sulla protezione della palla. Dove deve lavorare molto è sicuramente sotto il profilo atletico; ha una condizione fisica insufficiente per giocare in questa categoria e la prossima stagione non potrà più permettersi di essere così deficitario atleticamente. Ha da sempre delle lacune difensive, ogni tanto si perde l’uomo; anche qui c’è da lavorare. Ultima cosa, spero che gli scatti nella testa la voglia di fare sacrifici per stare in questa categoria e non pensare, a neanche 29 anni (che compirà a novembre n.d.r.), di essere un giocatore a fine carriera. Lui ha grandissime potenzialità e può diventare un giocatore importante se migliora il lavoro svolto in allenamento per trovare una brillantezza che raramente vediamo”.


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