NAZIONALE - 03/06/2020

Italia, Musti si racconta: "Ai ragazzi chiedo entusiasmo e coltello tra i denti"

Il Ct traccia un primo bilancio: "E' stato un anno positivo, macchiato dalla mancata qualificazione al Mondiale, dove ci siamo dovuti inchinare al Portogallo. Un peccato, perché avevamo conseguito tredici risultati utili su quindici gare, nonostante i pochi allenamenti alle spalle"

Alessio Musti è alla guida della Nazionale Italiana di Futsal dal 21 dicembre 2018, quando, da Roberto Menichelli, ha ricevuto il testimone azzurro. Ex giocatore di Calcio a 5 e allenatore dal 2006, è nato a Roma il 12 maggio del 1974. Lo abbiamo intervistato in esclusiva.

Come ha trascorso le settimane di lockdown?
”Diciamo che ho familiarizzato con le conference call e le classi virtuali, specialmente all’inizio quando stavo seguendo un corso della UEFA. Poi mi sono dedicato alla formazione, all’aggiornamento tecnico e alla programmazione. Il molto tempo a disposizione mi ha dato modo di concludere alcune letture in sospeso su psicologia sportiva, motivazione e resilienza. Per il resto, con il mio bambino di 8 anni, mi sono dedicato alla cucina, spaziando dal ”grande mondo della pizza” alla preparazione di lasagne e tiramisù. Quando è stato possibile sono andato a correre o in bicicletta, lasciando il cellulare a casa. A tal proposito, un altro dei miei ”momenti zen” di isolamento da social media, internet e telefoni è stata la sistemazione del giardino di casa, che mi rilassa sempre molto”.

Come giudicheresti il tuo primo anno alla guida della Nazionale di Futsal?
”E’ stato un anno positivo, macchiato tuttavia dalla mancata qualificazione al Mondiale, dove ci siamo dovuti inchinare al Portogallo, Campione d’Europa. Un peccato, perché avevamo conseguito tredici risultati utili su quindici gare, nonostante i pochi allenamenti alle spalle e l’avere intrapreso volutamente un percorso di ricambio, con un maggiore inserimento di giovani giocatori di formazione italiana. Un lavoro che ci tornerà comunque utile per le qualificazioni europee, dato che, adesso, i nuovi arrivati potranno contare sull’esperienza internazionale maturata lo scorso anno”.

Quale potrebbe essere la chiave di crescita del Futsal italiano?
”In primis, il miglioramento e l’ampliamento dei settori giovanili e dei nostri tecnici, per avere più talento formato d’Italia; quindi l’interesse da parte dei grandi club calcistici verso questa disciplina. Anche perché una metodologia d’allenamento integrata, sul modello spagnolo, portoghese o brasiliano che ha formato i vari Messi, Neymar o Coutinho, gioverebbe anche ai giocatori di calcio a 11. Se in tal senso un grande club di Calcio a 11 iscrivesse una squadra nel campionato di Futsal, potrebbe verificarsi un positivo effetto domino”.

Prima di diventare allenatore della Nazionale, c’era un giocatore in particolare che avresti voluto allenare?
”In realtà sì: Stefano Mammarella. L’ho seguito molto mentre allenavo i club, e lo affrontai in A2, quando non era ancora diventato il grande portiere che conosciamo. Ho sempre voluto allenarlo. Inoltre, aggiungerei anche Sergio Romano, che ha esordito proprio con me”.

Abbiamo chiesto qualche informazione su di lei a un azzurro, di cui non faremo il nome. Ci ha detto che negli allenamenti lei chiede ”entusiasmo e coltello tra i denti”...
”Avendo pochi allenamenti a disposizione con la Nazionale, chiedo sempre ai miei giocatori di allenarsi in modo efficace, con quella partecipazione e quell’entusiasmo, che sono le basi per il miglioramento e la propria evoluzione. Inoltre voglio che a ciò uniscano tanta intensità, impegno, determinazione e cattiveria agnostica. E mi fa piacere che tali concetti siano stati recepiti dal vostro insider”.

Il nostro ”insider” ci ha parlato anche di due sue curiose abitudini. Iniziare le riunioni tecniche facendo la conta di tutte le persone che sono nella stanza e cliccare insistentemente sul pulsante di apertura e chiusura della penna mentre parla...
”E’ vero per entrambi! Faccio la conta dei partecipanti un po’ perché, tra giocatori e staff, siamo in tanti, e un po’ per rompere il ghiaccio. Quello di maneggiare oggetti mentre parlo invece è proprio un mio vezzo. Anche adesso che stiamo parlando sto giocherellando con un anello”.

C’è un giocatore di Calcio a 11 che vedrebbe bene a giocare a Futsal?
”Forse Lorenzo Insigne che, per caratteristiche, potrebbe essere molto adatto. E’ rapido, super-tecnico e ha nel suo repertorio cambi di direzione adattabili al Futsal. Quindi direi lui, ma anche Marco Verratti, che ha grande velocità di pensiero e qualità tecnica”.

 

Ufficio stampa Figc


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