VARIE - 15/05/2020

Attendendo la fine del campionati... quali novità si annunciano per il futuro?

Consiglio Federale (il 20 maggio), Consiglio di Lega (il 22) e Consiglio Direttivo (il 25) definiranno finalmente la stagione del Coronavirus. E per la prossima cosa bolle in pentola? Serie A a 20 squadre e due gironi? L'Italia dell'A2 divisa in quattro. Il grande rebus di B e C

Iniziamo ad aggiornare la stecca di militaresca memoria. Sei giorni all’alba al Consiglio Federale, otto al Consiglio della Lega Nazionale Dilettanti, nove al Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5, che finalmente il presidente Andrea Montemurro ha deciso di convocare, ma dopo che si saranno svolte le assemblee delle principali istituzioni federali. Si voterà la conclusione anticipata e definitiva della stagione 2019/2020, che non riguarderà certamente la Serie A di calcio a undici, e verranno dettate le linee guida che le Leghe confederate dovranno seguire per procedere internamente ai loro settori di competenza.

Non dovrebbero esserci particolari problemi nella determinazione delle disposizioni. Avocata la direttrice evidenziata direttamente dall’UEFA, che punta a preservare il titolo di merito sportivo in qualsiasi competizione di qualsiasi categoria di ciascuna Federazione continentale, e considerato quanto disposto dall’articolo 211 quater del D.L. ”Rilancio”, la FIGC dovrà attendere solo all’aspetto formale della comunicazione alle Leghe, che opereranno di conseguenza. La LND, in base alla sua complessa articolazione, dovrà emanare i principi per calcio a undici e calcio a 5, con la particolarità - come già più volte evidenziato - che la chiusura dell’attività del futsal nazionale procederà diversamente da quella del futsal regionale, che spetterà da regolamento ai comitati territoriali.

E proprio qui rischia di venirsi a creare la prima frizione nella gestione dei meccanismi che si innescheranno in proiezione successiva, perché la Divisione Calcio a 5, una volta recepita la ”volontà” della Lega Dilettanti, contestualmente dovrà iniziare a lavorare anche sul primo nucleo della stagione successiva, laddove servirà intraprendere un rapporto di cooperazione con gli uffici regionali per la gestione dei passaggi dalla Serie C al nazionale. La Divisione ogni anno ”mette mano” in ambito regionale, prima con l’organizzazione della fase finale della Coppa Italia di Serie C, poi con la gestione del tabellone dei playoff per la promozione in Serie B, che stavolta ovviamente non ci saranno e proprio per questo sarà assolutamente necessario prevedere un consistente travaso di forze dalla Serie C tra i cadetti, e analogamente tra la Serie C femminile e l’A2.

Quando noi dicevamo che tardare il confronto sul tavolo di lavoro non era certamente la soluzione percorribile, ci riferivamo anche a questo, oltre al fatto che la convocazione di un Consiglio Direttivo in tempi non sospetti (ossia già nelle passate settimane) avrebbe permesso ai consiglieri di preparare un documento unitario e sufficientemente completo da passare all’attenzione della LND. Un documento che non solo tenesse conto delle volontà della Divisione Calcio a 5 ma soprattutto ne rispettasse i principi di autonomia decisionale come recita il regolamento della LND al famoso articolo 18. Allo stesso tempo, si sarebbe potuto impostare un gruppo di lavoro ufficiale, che si sarebbe potuto interfacciare con i singoli uffici territoriali, impostando con un significativo margine di anticipo un piano di regolamenti che armonizzasse le procedure di promozione diretta nel nazionale e, allo stesso tempo, di ammissione in base ai meriti sportivi ottenuti sul campo, proprio nel segno delle richieste dell’UEFA e delle indicazioni sostenute da Sibilia.

Ovviamente tutto ciò non è accaduto e non accadrà visto che i tempi ormai sono stretti. E questo cosa produrrà? Che né il 20 maggio, né il 22 in Consiglio di Lega e forse solo il 25 in Consiglio Federale si capirà come procedere con gli innesti di squadre dal regionale, sperando che i singoli comitati non mettano i bastoni tra le ruote e frenino il lavoro di piazzale Flaminio in un momento topico del percorso stagionale.

LE SOLUZIONI PREVISTE - Nello scorso week-end, come abbiamo già trattato, i componenti del Consiglio Direttivo si sono riuniti in video-conferenza dapprima con i presidenti della Serie A e, a seguire, con i delegati delle società sia dei tre gironi di Serie A2 che degli otto di B (in campo maschile), per poi fare altrettanto con i rappresentanti delle società di A e A2 femminile. Fermo restando il fatto che la pressoché totale portata delle richieste avanzate hanno sostanzialmente ricalcato i punti del nostro vademecum di interventi, da mettere in atto a cavallo tra la fine della stagione 2019/2020 e l’inizio di quella 2020/2021, sono emerse le differenti necessità - tra Serie A e A2 e B maschile - nel rivalutare la strutturazione dei campionati.

La Serie A viaggerà tra un minimo di sedici partecipanti (con girone unico) a un massimo di venti. In questo caso si studierà anche la soluzione della divisione delle iscritte in due gironi da dieci, con una prima fase con gare di sola andata e una seconda fase ”ad orologio”, che porterà alla definizione delle formazioni che accederanno alla poule scudetto e quelle che, a loro volta, dovranno lottare per salvarsi. Il problema maggiore riguarderà il vincolo di contenere la stagione entro la sua scadenza naturale, ossia il 30 giugno 2021, per cui nella scelta della formula andranno computate sia le giornate effettive di gara, le settimane necessarie per la disputa dei playoff scudetto, le settimane di sospensione per l’attività della Nazionale (c’è in programma il girone di qualificazione agli Europei olandesi del 2022) e anche il weekend occorrente per disputare la Final Eight di Coppa Italia. In linea di massima l’inizio del campionato verrà fissato tra il 20 ottobre e la prima settimana di novembre, causando una contrazione di calendario che, di fatto, impedirà lo svolgimento della Coppa della Divisione.

Per quanto riguarda Serie A2 e Serie B, le nostre indicazioni di massima troveranno applicazione visto che la necessità prevalente sarà quella di comporre gironi che si possano sviluppare in tempi ragionevolmente contenuti (c’è sempre la scadenza stagionale disposta dalle NOIF a dettar legge, ma non dovrebbero esserci particolari difficoltà a rispettarla): per la seconda divisione anche quattro gironi da dodici o da dieci squadre ciascuno in base alle iscritte; stessa linea per i cadetti, dove il rischio di defezioni sarà piuttosto alto ed emergerà l’opportunità di completare gli organici andando ad attingere nei campionati regionali.

Da dove, come abbiamo già più volte suggerito, sarà il caso non solo promuovere per meriti sportivi le prime classificate nei ventuno campionati territoriali, ma dare anche a seconde e terze classificate, nonché alle vincitrici delle singole fasi regionali di Coppa Italia (che nella maggior parte dei casi sono tutte collocate sui vari podii) la possibilità di accedere direttamente in Serie B, o quanto meno presentare formale domanda di ammissione. Tutte soluzioni che, ovviamente per tutte le categorie, avranno come comune denominatore il congelamento delle classifiche (o cristallizzazione che dir si voglia) e l’annullamento delle retrocessioni.

cas.


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