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21/10/2021 17:26

“Dal pc al parquet”: Simone Minnella, l'anello di congiunzione tra la Cormar Polistena e l’UniPegaso

Nella vita di uno sportivo, specialmente di uno sportivo che milita in Serie A, potrebbero esserci in qualche modo dei rallentamenti nel riuscire a fare conciliare gli impegni accademici con quelli, appunto, sportivi. Potrebbero, sì, ma non nel caso di Simone Minnella, vero punto di congiunzione tra la UniPegaso di Polistena e la Cormar Polistena, in qualità di studente dell’università telematica e di giocatore della squadra di mister Rinaldi.

“Sono iscritto al corso di laurea in Scienze Motorie e sono al terzo anno di studi. Per fortuna l'UniPegaso di Polistena mi offre la possibilità di seguire gli studi nonostante gli impegni che comporta un campionato di Serie A. A volte mi capita di studiare durante i viaggi delle trasferte e questo è possibile in quanto ottenere il materiale didattico, scaricandolo da internet, è semplice ed intuitivo”.

Quali sono i servizi offerti dalla UniPegaso di Polistena che maggiormente ti stanno tornando utili?

“Le lezioni sono ben programmate e gli esami sono telematici. Quindi, avere la comodità di fare il tutto da casa è un bel vantaggio soprattutto per uno sportivo. I docenti sono preparati e sempre disponibili per ulteriori approfondimenti”.

Passando “dal pc… al parquet”, nel turno infrasettimanale è arrivato un ko contro la L84 e domenica invece, al PalaBotteghelle, ci sarà il match contro l’Olimpus.

“Giocare tante partite in breve tempo non è facile – dice Minnella analizzando l’ultima partita dei calabresi, –soprattutto perché abbiamo avuto due trasferte infrasettimanali, in Veneto e in Piemonte. Quindi, il dispendio psico-fisico è stato notevole. Ma non dobbiamo cercare alibi e dobbiamo pensare già alla prossima sfida in casa contro l'Olimpus. Domenica, infatti, sarà una partita entusiasmante. Affrontiamo una grandissima squadra, attrezzata per ambire alle primissime posizioni e lo faremo senza paura di nessuno e ce la giocheremo, come sempre, a testa alta”.

 

Fabrizio Cantarella