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11/10/2023 20:55

Marcelinho tiene in piedi l’Italia, rimontata la Repubblica Ceca: finisce 3-3. E la Spagna se ne va

A Plzen l’Italia rischia di capitolare, ma grazie alla doppietta di Marcelinho nella ripresa la Repubblica Ceca non riesce a compiere il colpaccio. Con questo pareggio però il primato nel girone si allontana, complice la sconfitta della Slovenia che fa partire la fuga della Spagna. Gli uomini di Bellarte nel corso del match producono una grande mole di occasioni, ma pagano qualche disattenzione in difesa; nel finale si fa sentire anche la stanchezza. Meriti però alla Repubblica Ceca che si è dimostrata sempre arcigna e insidiosa.


LA CRONACA - Bellarte, a causa della squalifica di Musumeci e l’infortunio in allenamento di Pietrangelo, affida la difesa dei pali a Bellobuono, con la fascia di capitano che finisce sul braccio di Merlim. A 2’27” la deviazione di Zaruba sulla traversa dopo un tiro di Merlim regala il primo brivido del match. Al fuoriclasse dello Sporting Lisbona fa eco Gabriel Motta che nell’azione successiva con un tiro sporcato centra il palo. A 4’18” ancora Merlim, stavolta su punizione, costringe Nemez a respingere in calcio d’angolo – Nemez che tra l’altro nel corso del match si dimostrerà prodigioso come lo era stato il collega Vahala a Policoro -; proprio sugli sviluppi del corner non trova fortuna la volée di De Matos.


La Repubblica Ceca risponde a 4’55” costringendo alla “paratona” Bellobuono che in spaccata salva sul tiro a botta sicura di Seidler. A 5’29” doppia occasione per Marcelinho che sotto porta si fa dire di no due volte da Nemez. A 7’30” Neumann si gioca la carta del quinto di movimento riproponendo quell’audacia sfoggiata nella sfida di Policoro: una mossa che viene riproposta spesso nel corso dei quaranta minuti effettivi. A 9’10” Bellobuono intraprende un altro duello con Seidler, in questo caso allungandosi per parare il tentativo dalla distanza del numero 10 boemo. A 11’35” ci riprova la Repubblica Ceca con Slováček come quinto di movimento.


A 12’05” Marcelinho, partito dalla fascia, con una finta si sposta la palla dal mancino liberando un destro non troppo angolato su cui Nemez non può comunque essere troppo tranquillo. A 14’42” brivido per i nostri con la punizione dalla distanza battuta prepotentemente da Záruba. A 15’17” quinto fallo commesso da David Drodz ai danni di Cainan De Matos. Anche l’Italia tuttavia, trenta secondi dopo, termina il bonus dei falli, con un’ammonizione indirizzata a Isgrò che però sembra aver centrato il pallone dopo la sua entrata su Záruba. Il ct ceco Neumann punta nuovamente sul power-play, ma l’iniziativa dura veramente pochi secondi.


A 18’04” finalmente la partita si sblocca grazie a Gabriel Motta: l’asso del Cartagne viene servito su corner da Merlim e di controbalzo fora la difesa ceca. Puntuale, tuttavia, arriva la riproposta da parte dei boemi del quinto di movimento, che a 19’29” pareggiano i conti con il solito Pavel Drodz: il numero 5, già protagonista a Policoro, batte Bellobuono dopo essere stato servito splendidamente dal tacco di Seidler che manda fuori tempo l’intervento di Donin. Il suono della sirena però stempra gli animi spedendo tutti i giocatori negli spogliatoi per l’intervallo.


La prima grande occasione della ripresa (che vedrà l’uscita anticipata di Seidler per un piccolo problema fisico) arriva dopo due minuti e mezzo, quando ancora Gabriel Motta, in due azioni differenti a pochi secondi di distanza l’una dall’altra, impegna dalla distanza Nemec. A 3'51” l’estremo difensore ceco deve ripetersi, stavolta sui tentativi di Marcelinho e Isgrò. La formazione di casa però è sempre sul pezzo con David Drodz pericoloso in area di rigore. Al 6’ si rivede in campo Fortini che scalda il piede con una conclusione violenta ma imprecisa. Intanto Isgrò penetra nell’area ceca e chiama all’intervento un sempre attento Nemec.


A 7’30” non sorprende l’ennesima mossa del power-play ceco, stavolta con il numero 13 Holy a subentrare all’estremo difensore dei ‘leoni d’argento’. A 9’28” opportunità per l’Italia in contropiede con il tiro a incrociare di Marcelinho che di sinistro non riesce però a superare la difesa di Nemec rientrato in campo. Intanto a causa di qualche intervento sporco e qualche sportellata di troppo comincia ad alzarsi la temperatura di un match che fino a quel momento era stato molto pulito e corretto sul piano disciplinare. A 10’38” Slováček sulla fascia scappa via a Donin, ma la diagonale sfiora di poco lo specchio della porta. A 12’38” grandissima occasione per la Repubblica Ceca che prima con David Drodz e poi con Vnuk non approfitta degli errori azzurri.


A 12’59” però lo stesso Vnuk viene servito da un rimpallo in area da un incolpevole Calderolli ferendo così Bellobuono per il primo vantaggio dei padroni di casa. Dopo il time-out chiamato da Bellarte, anche l’Italia introduce il quinto di movimento con la casacca da portiere affidata a Merlim. La mossa paga perché a 15’44” l’Italia la riacciuffa con Marcelinho che da rapace anticipa Nemec sfruttando al massimo la grande imbucata di Isgrò. La Repubblica Ceca allora insiste ulteriormente con il power-play e anche in tal caso la scelta tattica di Neumann trova i suoi risultati: dopo la prima iniziativa di Záruba, capitan Rešetár buca la difesa azzurra per il 3-2 che illude il pubblico di Plzen.


Infatti, successivamente al palo di Drodz scheggiato a porta vuota con un tentativo dalla grandissima distanza, a -47” dal triplice fischio Marcelinho fa 3-3 a pochi passi dalla porta raccogliendo un’altra imbucata, stavolta firmata da capitan Merlim. A 0’07” grande paura per il pubblico di casa, ancora con il bomber dell’Olimpus Roma che sfortunatamente chiude il contropiede italiano centrando l’esterno della rete, tenendosi però stretto il merito di aver tenuto a galla i compagni con una micidiale freddezza sotto porta.


Ora si dovrà attendere il 15 e il 20 dicembre per le sfide con Slovenia e Spagna per capire se i Mondiali in Uzbekistan arriveranno per via diretta o tramite playoff.



l.m.



REPUBBLICA CECA-ITALIA 3-3 (pt 1-1)

REPUBBLICA CECA: Nemec, Záruba, P. Drodz, Slováček, D. Drodz, Vahala, Krivanek, Rešetár, Seidler, Homola, Holy, Vnuk, Knobloch. All. Neumann

ITALIA: Bellobuono, Calderolli, Merlim, Motta, Donin, Parisi, Etzi, Ugherani, Fortini, Isgrò, Cutrignelli, Marcelinho, Lo Cicero. All. Bellarte

ARBITRI: Radojcic (Serbia), Rabrenovic (Serbia) e Nikolic (Serbia); crono: Cerny (Repubblica Ceca)

MARCATORI: pt 18'04" Motta (I), 19'29" P. Drodz (RC); st 12'56" Vnuk (RC), 35'44" Marcelinho (I), 37'31" Rešetár (RC), 39'12" Marcelinho (I)

NOTE: ammonito Isgrò (I) per gioco falloso


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FIFA FUTSAL WORLD CUP 2024 – ELITE ROUND


GRUPPO A: Kazakistan, Romania, Azerbaigian, Olanda
GRUPPO B: Ucraina, Polonia, Serbia, Belgio
GRUPPO C: Croazia, Slovacchia, Francia, Germania
GRUPPO D: Spagna, Italia, Slovenia, Repubblica Ceca
GRUPPO E: Portogallo, Georgia, Armenia, Finlandia


IL CALENDARIO DEL GIRONE D


1a giornata

Repubblica Ceca-Spagna 0-3, ITALIA-Slovenia 3-1

2a giornata
Spagna-ITALIA 1-0, Slovenia-Repubblica Ceca 2-1

3a giornata
ITALIAa-Repubblica Ceca 6-5, Slovenia-Spagna 1-1


4a giornata

Spagna-Slovenia 4-0, Repubblica Ceca-ITALIA 3-3


5a giornata (15 dicembre)
Slovenia-ITALIA, Spagna-Repubblica Ceca

6a giornata (20 dicembre)
ITALIA-Spagna, Repubblica Ceca-Slovenia


La classifica provvisoria (fra parentesi la differenza reti)

Spagna 10 (d.r. +8)

ITALIA 7 (d.r. +2)

Slovenia 4 (d.r. -5)

Repubblica Ceca 1 (d.r. -5)