Generali Ternana, l'orgoglio di Cesar Sachet: ''Abbiamo dimostrato di avere tanta personalità''

Davanti a una Generali Ternana che si è arresa soltanto nel finale all'Active Network, non poteva che essere orgoglioso della propria squadra il rossoverde Cesar Sachet, tra i maggiori elementi d'esperienza all'interno del roster umbro. Al termine della gara con la formazione da Viterbo, il brasiliano ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del proprio club.


- Cesar, alla vigilia del match avresti immaginato di affrontare a testa alta una formazione di un campionato superiore, cedendo a un solo minuto dalla fine, quando mister Monsignori ha inserito il portiere di movimento? Immagino dobbiate essere orgogliosi per quello che avete fatto e per come avete giocato…


“Secondo me abbiamo affrontato molto bene la partita. Io personalmente, avendo giocato tre anni all'Active Network, avevo sensazioni diverse, perché era come giocare contro degli amici. Abbiamo avuto tanta personalità: sappiamo che la loro è una grande squadra, costruita per vincere e noi, con una squadra giovane tutta nuova, facendo una partita con tanto carattere e con la testa alta, lottando fino alla fine e prendendo gol a un minuto dalla fine, abbiamo dimostrato di aver iniziato bene la stagione. Dobbiamo partire da qui e dobbiamo avere sempre questo carattere, questa forza, per affrontare il campionato di Serie B che ci attende”.


- Sicuramente la Coppa Divisione per voi era una vetrina importante per farvi vedere e crescere, ma l'obiettivo va ricercato nel corso del campionato…


“Certo e poi non abbiamo ancora finito la preparazione atletica, non abbiamo ancora le gambe nella giusta condizione. Però, se si ha personalità e carattere come prima cosa, poi pian piano si riesce a raggiungere gli obiettivi. Sappiamo che è un campionato tutto nuovo, con un girone diverso, ma lo andiamo ad affrontare a viso aperto, senza paura di nessuno e lavorando sempre con molta umiltà”.


- Sei uni dei veterani di questa squadra: sei rimasto dopo l'anno scorso in cui pensavate di fare un altro tipo di campionato, anche se poi avete raggiunto i play-off perdendo poi a pochi secondi dal termine a Pomezia. Dove può arrivare questa squadra? Che potenziale ha, considerando le nuove regole e che ci sono moltissimi italiani e giocatori del posto?


“La nostra società ci lascia lavorare in serenità. Noi conosciamo il nostro potenziale ma non abbiamo nessun traguardo specifico: il nostro obiettivo è lavorare seriamente tutti i giorni, arrivando al sabato per disputare una partita come quella giocata contro l'Active. Secondo me, se giochiamo così in tutte le altre partite, possiamo arrivare da qualche parte. Dobbiamo pensare a noi e non agli altri”.


- Dopo aver giocato all'Active Network per tre anni, uno in serie B e i restati in A2, ti sei un po’ emozionato ad affrontare la tua ex squadra?


“Sì, poi a Viterbo è nato mio figlio e sono successe tante altre cose. Secondo me le cose più belle dello sport sono queste: farsi degli amici e poi venire qua a giocare contro di loro. Come detto prima, era una partita diversa per me. La cosa che mi rende più felice è che sono riuscito a stare tre anni lì, facendo quello che dovevo fare, e adesso proseguo sulla mia strada qui, molto contento della società che ho trovato e in cui sto bene, non solo con la prima squadra ma anche con la scuola calcio. Perché in fondo, vedere i bambini qui al palazzetto per assistere al match dei più grandi e poi far parte di un settore giovanile in crescita, per una società questa è la cosa più importante”.