Hellas Verona, con l'Udine City iniziano i quattro giorni più lunghi dell'anno. Sabato l'Altamarca

Un recupero da vincere. Ma non solo. L’Hellas deve anche convincere, per più di un motivo. Perché i segnali positivi emersi a Belluno vanno confermati, così come lo stato di salute di un gruppo che, Yabre (purtroppo) a parte, gode di una salute in crescita.


“In effetti è così - osserva il direttore sportivo Simone Antolini. - L’umore è buono dopo la vittoria di Belluno e la goleada di Maniago, abbiamo recuperato pressoché del tutto Leleco, c’è qualche preoccupazione per le condizioni di Kleber (nella foto, in preallarme c’è Fontaniello, n.d.c.), ma è chiaro che, al di là di tutto, non bisogna sbagliare tra stasera e sabato”.


Il campionato dell’Hellas è sostanzialmente ad un bivio.


“E’ esattamente così. Potremmo decidere per almeno i primi obiettivi, con un che tira l’altro. La qualificazione alla Coppa Italia, intanto, che giocherà solo la prima, e anche la questione della promozione diretta, perché se non si fa punteggio pieno con l’Altamarca diventerebbe impensabile recuperare quel distacco. C’è la giusta pressione, ma è chiaro che le intenzioni della società restano quelle di volere ottenere tutto ciò che era stato messo in conto”.


Per dirla breve, o si vince… o si vince. Tanto con l’Udine City (all’AGSM Forum palla al centro alle 20,45 di questa sera) quanto con l’Altamarca.


“La squadra è consapevole che sta per affrontare i giorni decisivi della stagione e sa bene che non può più sbagliare. Sa benissimo che il discorso è in salita che anche che abbiamo dato un grosso segnale a Belluno e che tutto è ancora possibile. Massimo rispetto per l’Udine City, che è squadra di talento, ma i nostri devono dimostrare di essere giocatori che sanno imporsi da leader”.