Il segreto dello Sporting Sala Consilina è nella corretta alimentazione: parola di Marzia Manilia

Il mondo del futsal ma dello sport in linea generale, sta volgendo le proprie attenzioni, con una dovuta presa di considerazione, sull’alimentazione dei propri atleti. E non difficile percepire le motivazioni: una corretta nutrizione favorisce sicuramente il miglioramento delle prestazioni sul rettangolo di gioco. E’ esattamente quello che sostiene anche Marzia Manilia, biologo nutrizionista alla quale si è affidato il presidente dello Sporting Sala Consilina, Giuseppe Detta: con la professionista, che ricopre anche un ruolo nella giunta amministrativa del comune di Montesano alla Marcellana, abbiamo intavolato una piacevole chiacchierata cercando di far luce sull’importante argomento.


Alla dottoressa Manilia abbiamo intanto chiesto da quanto tempo svolge la professione e nello specifico da quanto tempo ha collaborazioni in ambito sportivo.


“Svolgo la mia professione di nutrizionista dal 2013. E pochi anni dopo ho avuto un’importante occasione con la Salernitana Calcio, nel 2015, l’anno che l’ha vista salire in Serie B. Da circa due anni seguo il ”Radesca Cycling Team”, giovanissime cicliste del sud Italia e dall’anno scorso lo Sporting Sala Consilina. Sport sicuramente diversi ma che vedono nella corretta e mirata nutrizione un vantaggio importante”.


- Cosa significa, per una società impegnata in un campionato nazionale come appunto lo Sporting Sala Consilina, avere la possibilità di annoverare nel proprio staff una professionista della nutrizione?


“L’aspetto che senza dubbio va sottolineato è che oggi senza il concetto di equipe non si va molto lontano, soprattutto nello sport e in particolare modo in sport specifici come il futsal. Il mio ruolo, e quello della nutrizione, ha già visto i suoi frutti nello Sporting Sala Consilina quest’anno grazie anche alla fruttuosa collaborazione con tutto lo staff tecnico. Fare una corretta alimentazione e individuare cosa va introdotto in momenti specifici dell’allenamento, ci permette di mantenere un corpo idratato e carico di riserve di glicogeno. Attenzioni che sul campo ci permettono di fare la differenza in un campionato importante come quello che ci attende”.


- La gestione della nutrizione degli atleti varia da soggetto a soggetto, nel contesto di un gruppo squadra, quali difficoltà comporta nel tenere tutti i giocatori a regime?


“Le esigenze di un corpo, ma anche della mente, variano da giocatore a giocatore, anche se le componenti che maggiormente hanno bisogno di più attenzione sono stato di idratazione, BCM e FM. Da una attenta analisi impedenziometrica si riesce già ad individuare la componente che necessita di maggiore lavoro, in cui ogni sportivo va inquadrato. Poi a questo vanno aggiunte le diverse abitudini alimentari quali religione, stili di vita come soggetti vegetariani e tante piccole situazione che non possono essere trascurate. Tutto questo ci fa ben capire che non è sempre facile gestire tutti questi accorgimenti soprattutto quando i ragazzi sono sotto tensione e stress. Ma è opportuno ricordare sempre l’obietto: fare la differenza


- La presenza di un nutrizionista nell'organizzazione di un gruppo squadra è ormai diventata una ricorrenza molto frequente. Qual è il rapporto che si viene a creare tra il professionista, lo staff, il tecnico e i giocatori per la gestione del singolo individuo? Come si sviluppa all'atto pratico questo rapporto?


“Finalmente, anche se ancora non è una regola, nel corso degli anni ci si è accorti di come sia fondamentale il ruolo dell’alimentazione nello sport. Soprattutto quando i risultati diventano concreti. Il giocatore ha bisogno di fidarsi del suo staff e, nel mio caso, questo rapporto nasce nel momento in cui diventa necessario anche seguirli singolarmente con piani e integrazioni specifiche. I giocatori settimanalmente saranno sottoposti ad impedenziometria, in modo tale da poter capire quali sono i cambiamenti nella loro composizione corporea anche in momenti diversi dell’allenamento e apportare dove necessario singoli cambiamenti nel loro piano nutrizionale”.


- Consiglierebbe alle società di avere in seno al proprio staff un professionista della nutrizione e con quale motivazione sosterrebbe la necessità di fare questo tipo di scelta?


“Dalla mia esperienza posso sicuramente affermare che l’alimentazione gioca un ruolo importante nel rendimento di uno sportivo, un ruolo che in alcuni casi permette di fare la differenza. I motivi sono tanti: la riduzione dell’obesità o del sovrappeso, che in molti casi rappresentano un limite per il giocatore, l’idratazione che assicura allo sportivo un muscolo pronto allo stress fisico, la giusta quantità di componenti nutrizionali come carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali che devono essere somministrati nelle giuste quantità e, soprattutto, in momenti spiìecifici della gara e degli allenamenti. Un ruolo, quello dell’alimentazione che in sinergia con tutte le attività ha la capacità di mantenere alti i livelli di professionalità”.


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