Ingiustizia è (di nuovo) fatta! Anche la Corte Sportiva d'Appello respinge il reclamo della Ternana!

Questa volta ci ha pensato la Corte Sportiva d’Appello a scrivere la seconda pagina dell’ingiustizia sportiva perpetrata ai danni della Ternana. La terza sezione del secondo grado di giudizio sportivo ha infatti respinto il reclamo che la Generali Futsal aveva presentato dopo che il giudice sportivo della Divisione Calcio a 5 aveva bocciato in primo grado la richiesta di ripetizione della gara con l’Atlante Grosseto giocata il 12 gennaio scorso, per un clamoroso errore tecnico degli arbitri, ritenendolo semplicemente “infondato”. 


Una doppia assurdità, una doppia decisione avversa presa solo per quello che viene stabilito da regolamenti anacronistici (che teoricamente dovrebbero essere la Bibbia del calcio) piuttosto che venga accertata la veridicità dei fatti in presenza di immagini filmate che dicono in maniera sacrosanta quanto accaduto in campo, che danno totalmente ragione al club del presidente Palombi offrendo le condizioni di ribaltare in maniera lampante anche la più accanita difesa del provvedimento adottato.


Tutto questo è accaduto ieri nell’udienza che si è svolta in videoconferenza. I filmati presentati dalla Ternana, che, come abbiamo più volte detto anche da queste colonne, sostengono la tesi del sodalizio umbro in maniera inconfutabile, non sono stati incredibilmente considerati come testimonianze tali da smentire la decisione di primo grado, basata su un referto arbitrale che, come ha riportato il giudizio di primo grado stesso, non ha neanche citato la circostanza del gol di Sachet (non convalidato al contrario di quello dell’Atlante Grosseto) e le proteste che la decisione arbitrale ha ingenerato, come se nulla fosse accaduto. Qui siamo veramente davanti al negare l’evidenza.


E la Ternana ha già annunciato che non si fermerà e continuerà nella sua battaglia alla ricerca della verità, da statuire. Perché di questo si tratta: confermare la verità reale, di quello che decine di persone hanno visto in presa diretta, e migliaia di sportivi hanno potuto invece constatare attraverso le immagini; e non quella che un referto di gara vuole imporre smentendo quanto effettivamente accaduto. Bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro e ammettere di aver commesso una grossa leggerezza decisionale: quello che la dirigenza ternana adesso cercherà di ottenere ricorrendo alla Corte Sportiva Federale e spingendosi verosimilmente anche oltre, perchè qui, permetteteci di dirlo, c’è una credibilità che viene messa in discussione da un provvedimento che davvero nega l’evidenza.


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