La Supercoppa della polemica. Pizza: "Italservice penalizzata! A fine anno potrei uscire dal futsal"

Già si avverte il clima della Supercoppa Italiana, ma non certo per l’attesa che l’evento storicamente riserva tanto da diventare uno degli appuntamenti più appetiti della stagione del futsal nostrano. E non è proprio un clima di serenità, perchè sin dal giorno in cui la Divisione Calcio a 5 ha formalizzato nel PalaCesaroni di Genzano la sede di svolgimento di tutte le finali della rassegna (che interesserà anche Serie A femminile e Under 19), è montata una forte polemica da parte soprattutto del presidente dell’Italservice Pesaro, Lorenzo Pizza, che ha protestato animatamente per la decisione - per certi versi effettivamente clamorosa - di non assegnare alla società vincitrice degli ultimi tre scudetti (quattro se si considera quello della stagione 2019/2020 non attribuito a causa della sospensione dell’attività per il Covid) l’organizzazione della partita che mette in palio il primo titolo stagionale.


Supercoppa che ha sempre premiato sul piano organizzativo la vincitrice del titolo tricolore, chiamata ad ospitare a inizio stagione (o giù di li) sul proprio campo la squadra che si è invece fregiata della coccarda. Che, nella fattispecie, nelle ultime due stagioni è stata la perdente della finale appannaggio dei campioni d’Italia, capaci di bissare il successo in ambedue le competizioni. L’anno scorso l’evento si tenne al PalaSele ma con lo scopo, nella stagione post-Covid, di attribuire una maggior risonanza mediatica alla sfida tra Italservice e Feldi Eboli: adesso che senso aveva snaturare una tradizione consolidata con una decisione che, detto per inciso, penalizza anche il Città di Falconara, regina del futsal rosa italiano, la quale si trova sostanzialmente nella medesima situazione del club rossiniano?


LO SFOGO DI LORENZO PIZZA - “Io ora la polemica la faccio e non mi importa niente”. 


Il presidente dell’Italservice Pesaro, Lorenzo Pizza, ha un diavolo per capello, ne ha tutte le ragioni. E non le manda certo a dire a quattro giorni dall’evento che venerdì 9 dicembre verrà presentato ufficialmente nella cittadina dei Castelli Romani.


“Il discorso è sempre quello - attacca Pizza. - Sabato andiamo a giocare la Supercoppa: prima veniamo invitati ad organizzarla nelle Marche, poi senza dire niente si opta per portarla a Genzano, praticamente in casa dell'Olimpus, a 60 chilometri da loro e ad oltre 400 da Pesaro, senza contare che l'Olimpus inoltre si sta già allenando lì. Ma sia chiaro: non ho assolutamente niente contro l’Olimpus tanto meno col presidente Andrea Verde, anzi... lungi da me questo pensiero. Seconda cosa: mi è stata impedita la possibilità di gestire questa finale come avrebbero dovuto fare sempre le squadre che da trent'anni a questa parte vincono gli scudetti. Invece chi vince lo scudetto e la Coppa Italia che fa? Va a giocare ‘in casa’ di chi ha perso la finale. Ma la cosa più bella - incalza Pizza - è che il Pesaro è stato costretto ad andare a Genzano, così oltre a dover rinunciare ad un certo incasso, perché reputo che almeno 1500 spettatori li avremmo avuti sugli spalti, la Divisione non ha previsto alcuna premialità e nemmeno un minimo di rimborso chilometrico. Pertanto l’Italservice, da società vincitrice degli ultimi tre scudetti e delle ultime due coppe Italia,  non solo è svantaggiata sull’aspetto organizzativo e logistico, ma perderà tutti i vantaggi e per giunta dovrà affrontare anche una serie di spese aggiuntive per gli spostamenti e la permanenza a Genzano. Davanti a questo come posso non dire che essere veramente arrabbiato è il minimo?”.


Ma l’aspetto che deve preoccupare è un altro. E stavolta il presidente dell’Italservice non fa tanti giri di parole e il suo messaggio passa con estrema chiarezza.


“Se il prossimo marzo, o ad aprile Lorenzo Pizza ufficializzerà l'uscita dal calcio a 5, non ci si deve lamentare che si è persa per strada un'altra mega società, un altro grande investitore del futsal, che questo sport si impoverisce sempre più e che gli sponsor più importanti poi si defilano. Quel giorno voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di lamentarsi”.