La Domus tocca il Celi con un dito. ''L'A2 ce la siamo meritata e presa sotto gli occhi di tutti!''

È un Giovanni Celi che vive ancora come se fosse in presa diretta le emozioni della storica promozione in A2 della Domus Bresso. Con la vittoria di Nizza la sua squadra ha coronato un cammino stagionale unico nel suo genere, che l’ha vista tenere il comando dalla prima giornata, lo ha rafforzato e alla fine il trionfo con quattro giornate di anticipo è stato il risultato più logico me anche meritato.


“Logico sicuramente no, ma meritato e sotto gli occhi di tutti direi proprio di sì”, assicura il presidente milanese che ha sempre creduto in una squadra che ha dimostrato di essere forte e compatta soprattutto nei momenti di difficoltà. Ma che ha anche pensato che le certezze acquisite dopo le nove vittorie di fila ottenute all’inizio del campionato, potessero anche non servire e che la stagione avrebbe potuto prendere un'altra piega.


Ma quando è stato che ha capito che la squadra era nelle condizioni di arrivare alla promozione?


“A dire il vero il primo spauracchio l’ho avuto all’infortunio di Di Biase in concomitanza di quello di Battaia. E sono sincero, qualche timore un po’ l’ho avuto verso la fine, anche perché per noi era comunque una situazione nuova e alla quale non eravamo certo abituati”.


E' convinzione diffusa in Domus che il momento-chiave della stagione sia stato proprio l'infortunio di Di Biase. In quel momento, invece di andare in crisi, la squadra s'è cementata. Condivide questa analisi o c'è qualche altro aspetto che secondo lei va menzionato?


“A dire il vero avevamo avuto pensieri di mercato non appena ci fosse stata la possibilità di prendere un pivot di peso, ma poi abbiamo preferito proseguire così e farci forza, con Battaia e Marrone che avrebbero dovuto stringere i denti. Se comunque c’è una cosa che mi ha ha fatto veramente piacere è stato vedere giocatori, squalificati, infortunati o non convocati al seguito della squadra in casa e in trasferta. Fatemelo dire questo davvero è un bel segnale”.


Una promozione arrivata proprio alla vigilia di uno step di prestigio quali sono le finali di Coppa Italia: quali sono le sensazioni che vi accompagnano a questo storico appuntamento per la Domus?


“Guardi per noi era molto importante arrivarci spensierati, in quanto i ragazzi hanno quasi tutti famiglia e vivendo di altri lavori primari potesse trattarsi di un qualcosa che rischiasse di rompere gli equilibri. Per quanto riguarda l’aspetto del campo, dico che siamo preoccupati tanto l’avversario ma anche fiduciosi in ugual modo”.


Cosa rappresenta per la Domus l’approdo in seconda divisione?


“Non vorrei sembrare presuntuoso ma i tempi ci dicono che in quella categoria mancavamo solo noi e il Cornaredo e poi forse qualcun’altra, visto che il salto lo avevano fatto un po' tutte le società storiche del girone A. È un traguardo che premia l’oculatezza della nostra dirigenza e i tanti sforzi compiuti per portare avanti con la dovuta competitività questo progetto sportivo”.


- La prossima stagione sarà quella della riforma: nel passaggio di categoria ritiene che sarà impattante per quanto riguarda la realtà Domus? Come pensa che vi dovrete orientare nell'eventualità di dover rafforzare il roster in vista dello sbarco in A2?


“Sicuramente sarà impattante, ma, dopotutto, va in direzione proprio della politica che abbiamo cercato di fare e voluto fare. Allo stesso tempo ci siamo prefissati, dopo Policoro, di individuare i punti che necessitano di essere rafforzati. Per la settimana che verrà, vogliamo ancora goderci e gioire dei frutti di questa stagione”.


- Una promozione dedicata a…?


“Non vorrei soffermarmi su ringraziamenti in generali perché ognuno di noi si confronta con la realtà e sa di suo se e quanto ha potuto dare per questa vittoria”.






Nella foto: il presidente Giovanni Celi (a sinistra) festeggia la promozione con mister Max Santini