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13/09/2023 09:45

La Riforma dello Sport dopo il Decreto Correttivo 120/2023: la sintesi delle principali novità

Con la pubblicazione nella G.U. del 4/9/2023 del decreto legislativo 120/2023, è entrato in vigore il secondo correttiva alla Riforma dello Sport, articolata ,come ben noto, in cinque decreti emanati nel 2021.

In questa breve sintesi, focalizzeremo la nostra attenzione sulle più importanti novità apportate dal secondo correttivo ai decreti legislativi 36/2021 e 39/2021, evidenziando la normativa in vigore dal 5 settembre 2023, articolata per punti di maggiore interesse per il mondo sportivo dilettantistico.

Seguiranno approfondimenti specifici per i singoli punti evidenziati, con l’avvertenza che molte materie debbono essere ancora oggetto di ulteriori chiarimenti interpretativi, anche da parte degli enti competenti.

Per quanto riguarda gli obblighi previdenziali e assistenziali e i limiti entro quali le prestazioni di lavoro sportivo e le collaborazioni amministrativo gestionali sono esenti dai suddetti obblighi, si rimanda a quanto a suo tempo già comunicato, non essendo in merito intervenute variazioni.

LAVORATORE SPORTIVO

Viene delineata in modo più chiaro la figura del lavoratore sportivo: deve essere un soggetto tesserato che esercita verso un corrispettivo l’attività sportiva ,a favore di un soggetto dell’ordinamento sportivo  iscritto al Registro Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) nonché’ a favore delle Federazioni Sportive, delle Discipline sportive associate ,degli Enti di Promozione Sportiva, delle associazioni benemerite,anche paralimpici, del CONI, del CIP e di Sport e salute S.p.a. o di altro soggetto tesserato.

Oltre alle 7 figure tipizzate già previste dalla norma originaria (atleta, allenatore, istruttore, direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico, direttore di gara) è lavoratore sportivo ogni altro tesserato  che svolga, verso un corrispettivo, mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti tecnici delle singole discipline sportive tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva, con esclusione delle mansioni di carattere amministrativo-gestionale.

Tali mansioni sono comunicate al Dipartimento per lo sport, attraverso il CONI e il CIP per gli ambiti di rispettiva competenza, entro il 31 dicembre di ciascun anno e sono approvate con decreto dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport In mancanza, si intendono confermate le mansioni dell’anno precedente

Tale elenco é tenuto dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri e include quelle mansioni svolte dalle figure che, in base ai regolamenti tecnici delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate, anche paralimpiche, sono necessarie per lo svolgimento dell’attività sportiva.

Pertanto, viene abolita la possibilità, precedentemente attribuita a tutti gli Enti affilianti, di individuare le mansioni necessarie ampliando di fatto il novero dei lavoratori sportivi.

Si avrà,quindi,un unico elenco tenuto dal Dipartimento dello sport,redatto sulla base dei regolamenti tecnici delle Federazioni; ad oggi ,in mancanza di detto elenco solo le 7 figure  tipizzate possono essere retribuite con i compensi sportivi.

 COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE

Senza ombra di dubbio,sarà la forma giuridica più utilizzata per il lavoro sportivo ; anche su questo punto ,il correttivo bis è intervenuto, ampliando il numero delle ore settimanali (passate a 24) sino alle quali vi è la presunzione ,nel campo del dilettantismo, che il rapporto di lavoro sia un co.co.co

La norma specifica le condizioni affinché operi la presunzione predetta: il lavoro sportivo si presume oggetto di contratto di lavoro autonomo, nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, quando ricorrono i seguenti requisiti nei confronti del medesimo committente:

  1. a) la durata delle prestazioni oggetto del contratto, pur avendo carattere continuativo, non supera le ventiquattro ore settimanali, escluso il tempo dedicato alla partecipazione a manifestazioni sportive;
  2. b) le prestazioni oggetto del contratto risultano coordinate sotto il profilo tecnico-sportivo, in osservanza dei regolamenti delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva anche paralimpici.Si ritiene opportuno precisare che non è proibito instaurare un rapporto di co.co sportivo con una durata superiore alle 24 ore settimanali; solo che, in tal caso, non opera quella sorta di presunzione legale di co.co.co introdotta dalla norma, ma va dimostrato, in caso di verifica, che ricorrono tutti i presupposti, nel caso specifico, della collaborazione e non di un rapporto di lavoro dipendente.

Allo stesso modo,si ritiene che anche sotto le 24 ore settimanali, nel caso le modalità operative del rapporto di lavoro siano tipiche del lavoro dipendente ,gli organi di verifica potranno riqualificare l’inquadramento lavorativo ,ma l’onere della prova spetta,in tal caso, ai verificatori stessi, poiché opera la presunzione di collaborazione prevista dalla legge.

ARBITRI E GIUDICI DI GARA

All’interno delle sette tipologie di lavoratori sportivi, una importante novità è stata introdotta per i direttori di gara e per quei soggetti che, indipendentemente dalla qualifica indicata dalla disciplina sportiva di competenza, sono preposti a garantire il regolare svolgimento delle competizioni sportive sia riguardo al rispetto delle regole, sia riguardo alla rilevazione di tempi e distanze.

Per essi non è più necessario stipulare un contratto di co.co.co. ma è sufficiente per ogni singola prestazione, con le modalità indicate al punto successivo, la comunicazione o designazione della Federazione Sportiva, della Disciplina Sportiva Associata, dell’Ente di Promozione Sportiva anche paralimpici.

Ai suddetti, possono inoltre essere riconosciuti rimborsi forfettari per le spese sostenute per attività svolte anche nel proprio comune di residenza, nel limite di 150 euro mensili.

COMUNICAZIONI AL RAS

Con l’approvazione del correttivo bis ,viene meno una importante agevolazione in merito alle comunicazioni obbligatorie dei contratti di lavoro e precisamente l’esonero dalle comunicazioni al RASD dei dati relativi ai contratti co.co.co. sportivi con compensi al di sotto dei 5.000 euro .

Pertanto, l’Ente sportivo dilettantistico, (ASD/SSD/Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS), nonché la Federazione sportiva, la Disciplina Sportiva Associata, l’Ente di Promozione Sportiva, l’associazione benemerita, anche paralimpici, il CONI, il CIP e Sport e Salute S.p.a.)per qualsiasi ammontare di compenso sportivo, sono tenuti a comunicare al RASD i dati necessari all’individuazione del rapporto di lavoro sportivo. Tale comunicazione equivale, a tutti gli effetti, alle comunicazioni al centro per l’impiego.

In sede di prima applicazione della norma, limitatamente ai periodi di paga da luglio a settembre 2023, ci sarà tempo fino al 31 ottobre 2023 per le comunicazioni predette e per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

A regime, le comunicazioni al RASD vanno effettuate entro il trentesimo giorno del mese successivo all’inizio del rapporto di lavoro, mentre l’iscrizione nel libro unico del lavoro può avvenire in un’unica soluzione, anche alla scadenza del rapporto di lavoro, entro 30 giorni dalla fine di ciascun anno di riferimento.

Per quanto riguarda arbitri e giudici di gara, le comunicazioni al RASD sono effettuate dalla Federazione sportiva, dalla Disciplina Sportiva Associata, dall’Ente di Promozione Sportiva, anche paralimpici, o da una loro affiliata, se così previsto nel regolamento di tali enti, per un ciclo di prestazioni non superiore a 30, in un arco temporale non superiore a tre mesi e comunicate entro il trentesimo giorno successivo al trimestre solare.

E’ inoltre necessario che gli stessi soggetti di cui sopra, entro 10 giorni dal termine di ogni singola manifestazione sportiva, tramite il RASD, comunichino i soggetti convocati e i relativi compensi ad essi riconosciuti.

COLLABORAZIONI AMMINISTRATIVO-GESTIONALI

L’attività di carattere amministrativo-gestionale resa in favore degli Enti sportivi  può essere oggetto di collaborazioni coordinate e continuative .

Viene precisato, nel Decreto Correttivo-bis, che non possono usufruire di tali tipologie di rapporti coloro che forniscono attività di carattere amministrativo-gestionale nell’ambito di una professione per il cui esercizio occorre essere iscritti in appositi albi professionali.

Pur godendo delle stesse agevolazioni fiscali e previdenziali previste per le co.co.co. sportive, tali tipologie di rapporti non rientrano nel lavoro sportivo. Tale precisazione è importante poiché gli adempimenti burocratici  da porre in essere sono sostanzialmente diversi da quelli delle collaborazioni sportive.

Ad esempio, non si potrà utilizzare il RASD per le comunicazioni dei dati dei contratti ; inoltre, vi è obbligo di rilasciare il cedolino al collaboratore amministrativo-gestionale, anche per importi inferiori ai 15.000 euro, a differenza delle collaborazioni sportive.

PRESTAZIONI SPORTIVE DEI VOLONTARI

ASD/SSD/Federazioni/Enti di Promozione Sportiva etc. etc. possono avvalersi per lo svolgimento delle loro attività istituzionali di volontari, le cui prestazioni sono incompatibili con qualsiasi forma di rapporto di lavoro-subordinato o autonomo con l’Ente sportivo dilettantistico per cui prestano la loro attività.

Le prestazioni dei volontari non possono essere retribuite in alcun modo per esse possono rimborsate esclusivamente le spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale di residenza del percipiente.

Sul modello di quanto previsto per i volontari del terzo settore, le spese sostenute da volontario possono essere rimborsate anche a seguito di autocertificazione rilasciata dallo stesso volontario, purché non superino l’importo di 150 euro mensili e l’organo sociale competente (di solito il consiglio direttivo) deliberi sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa tipologia di rimborso.

Sul programma di tesseramento on line è stata attivata una specifica funzione per identificare tali soggetti, che confluiscono in uno specifico registro. Per i volontari vi è l’obbligo di assicurazione. Allo stato attuale, le assicurazioni obbligatorie sono già previste nella tessera base.

DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Essi possono prestare la propria attività come volontari per ASD/SSD/Federazioni/Enti di Promozione Sportiva etc. etc, fuori dall’orario di lavoro, fatti salvi gli obblighi di servizio, previa comunicazione di tale attività all’Amministrazione di competenza.

Se l’attività sportiva prestata rientra invece nell’ambito del lavoro sportivo e prevede un compenso, si deve invece chiedere preventivamente l’autorizzazione all’Amministrazione di competenza, che la concede, o la rigetta, entro trenta giorni.  In mancanza di risposta, scatta il silenzio/assenso.

ADEGUAMENTO STATUTI.

Entro il 31 dicembre 2023 le ASD e le SSD dovranno adeguare lo statuto per renderlo conforme alle nuove disposizioni legislative, pena la cancellazione dal Registro delle attività sportive. Allo scopo, stiamo aggiornando il nostro modello di statuto, che sarà disponibile entro la fine di settembre.

Pare opportuno evidenziare, al riguardo, che sicuramente andrà adeguato almeno l’oggetto sociale che dovrà prevedere letteralmente quanto segue:  esercizio in via stabile e principale dell’organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche, ivi comprese la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.

Le ASD che sono iscritte anche al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) non dovranno inserire la suddetta previsione, in quanto per esse non vige l’obbligo di organizzare e gestire in modo prevalente l’attività sportiva.

E’ inoltre necessario prevedere negli statuti la possibilità di svolgere attività strumentali e secondarie rispetto alle attività istituzionali, secondo criteri e limiti che saranno definiti con un apposito decreto. In caso contrario, non sarà possibile esercitarla.

Analogamente a quanto previsto per il Terzo Settore, la delibera dell’assemblea ,in seduta straordinaria, che si limitasse a recepire nello statuto le variazioni imposte dalla norma, non sarà soggetta a imposta di registro e,quindi,la registrazione sarà gratuita, non essendo dovuti nemmeno i bolli per le ASD/SSD iscritte al RASD.

Gli statuti adeguati andranno trasmessi al RASD: atti costitutivi e statuti andranno trasmessi anche in fase di nuove iscrizioni.

ENTI DEL TERZO SETTORE E ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA

Gli Enti del Terzo Settore, che per essere tali devono essere iscritti nel RUNTS, possono anche iscriversi nel RASD: con l’iscrizione possono così essere qualificati come enti sportivi dilettantistici.

Devono allo scopo prevedere non solo nel loro statuto la lettera t) dell’articolo 5 del Codice del Terzo settore “Organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche”, ma svolgere effettivamente tale attività.

Ad essi si applicano le disposizioni del decreto legislativo 36/2021 limitatamente all’attività sportiva dilettantistica esercitata e solo in quanto compatibili con il Codice del Terzo Settore.

Per essi inoltre non è obbligatorio inserire nella denominazione le locuzioni “sportiva” e “dilettantistica”.

ABOLIZIONE OBBLIGO INAIL

In merito agli oneri previdenziali e fiscali previsti per i compensi sportivi , l’unica novità di rilievo, introdotta dal correttivo bis , è l’esonero dall’obbligo dell’assicurazione Inail per i co.coc.co. sportivi essendo i rischi coperti dalla polizza assicurativa già prevista col tesseramento e obbligatoria per tutti gli sportivi

MODELLO EAS

Viene eliminato l’obbligo della presentazione del modello EAS per le asd/ssd  , analogamente a quanto già previsto per le associazioni DEL Terzo Settore che si iscrivono al RUNTS.

COMPATIBILITA’ DESTINAZIONE D’USO DELLE SEDI UTILIZZATE.

Analogamente a quanto previsto dal codice del terzo settore, le sedi delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche in cui si svolgono le relative attività statutarie, purché non di tipo produttivo, sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.

Trattasi di una novità estremamente importante poiché non sarà più necessario chiedere cambi di destinazione d’uso al Comune, con tutti i problemi economici e burocratici che tali pratiche comportano, fermi restando gli adempimenti edilizi per rendere l’immobile idoneo allo scopo.

PERSONALITA’ GIURIDICA ASD. : PROCEDURA SEMPLIFICATA

Viene precisato l’iter procedurale per poter ottenere il riconoscimento della personalità giuridica sia per le A.S.D. di nuova costituzione che per quelle già esistenti.

Il notaio, verificata la sussistenza delle condizioni previste dalla legge, nonché la sussistenza del patrimonio minimo, deve depositare l’atto costitutivo e lo statuto entro venti giorni presso il RASD, dopo aver comunicato il ricevimento dell’atto all’Ente affiliante indicato nell’atto medesimo, ai fini dell’ottenimento del riconoscimento ai fini sportivi.

 In caso di richiesta di riconoscimento da parte di associazione già iscritta al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, il notaio, verificata la documentazione, richiede direttamente l’inserimento dell’associazione tra quelle dotate di personalità giuridica.

Si considera patrimonio minimo per il conseguimento della personalità giuridica una somma liquida e disponibile non inferiore a 10.000 euro. Se tale patrimonio e’ costituito da beni diversi dal denaro, il loro valore deve risultare da una relazione giurata, allegata all’atto costitutivo, di un revisore legale o di una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.

Viene così superata la precedente lacuna normativa del d.lgs 36/2021 che ,a differenza del Codice del Terzo settore, non prevedeva la necessità di un patrimonio minimo per ottenere la personalità giuridica.

CONTRIBUTI ALLE ASD/SSD

Alle ASD/SSD che nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di erogazione dei compensi per lavoro sportivo hanno conseguito ricavi di qualsiasi natura inferiori a 100 mila euro è riconosciuto un contributo commisurato ai contributi previdenziali e assistenziali di loro competenza versati per i compensi erogati nei mesi da luglio a novembre 2023.

Le modalità di concessione del contributo saranno stabilite con apposito decreto ministeriale.



Articolo a cura di Luigi Silvestri, Pier Luigi Ferrenti, Alessio Silvestri


tratto da aics.it (Associazione Italiana Cultura Sport)