breaking news
  • 18/04/2024 20:50 Serie B, playoff: la gara di ritorno tra Domus Bresso e Cardano anticipata al 23 aprile, si gioca a Burago di Molgora alle 20,30

21/02/2024 20:23

Manuel Baldelli in cerca di nuove esperienze da allenatore. "Innamorato e appassionato del futsal"

Una vita sui 40x20 della Capitale. Un trascinatore, dovunque abbia giocato, con chiunque abbia avuto la possibilità di vestire una maglia. Ad un certo punto il percorso si interrompe e anche Manuel Baldelli, uno che nel suo iter agonistico di campionati, nazionali e regionali, ne ha vinti a iosa e può anche permettersi di dire di aver indossato la fascia di capitano azzurro (alla Nazionale Under 21), si è trovato davanti a un bivio. Ma ci ha pensato poco: fare l’allenatore era la sua nuova missione.


“Sono subentrato dopo la prima giornata alla guida del Prato Rinaldo, dove ero stato giocatore per molti anni, e dal -6 dovuto a una penalizzazione, siamo riusciti a fare un’impresa, raggiungendo la semifinale dei playoff di Serie B, pareggiando andata e ritorno con la Maran Spoleto ma pagando il peggior piazzamento in classifica. Poi ci sono stati i tre anni con la Virtus Aniene: sono subentrato in C2 e siamo arrivati in A2, tre campionati vinti anche se l'ultimo di B conquistato ci chiamavamo Aniene 3Z. La parentesi di tre mesi a Ciampino? Siamo arrivati alla Final Four. E infine ecco i quattro anni a Palombara, con altrettanti campionati vinti”.


Insomma, un autentico Re Mida della panchina, che purtroppo ha dovuto conoscere anche l’amarezza della conclusione di una esperienza, quella al Levante, che non ha avuto il finale che Manuel si aspettava.


- Come hai vissuto comunque questa opportunità e cosa resterà nel tuo bagaglio personale?


“Avevo accettato con entusiasmo davanti a un nuovo progetto: avrebbe dovuto costruire qualcosa oltre a poter lavorare con i giovani. E alle spalle c'era anche un discorso lavorativo… insomma doveva essere un progetto importante e per questo avevo deciso di rinunciare anche a squadre di categoria superiore dopo aver appena concluso la stagione con il Palombara vincendo la C1 e la Supercoppa. E malgrado tante difficoltà stavamo facendo un buon campionato con la prima squadra e con l’under eravamo in testa”.


Classe 1976, Manuel Baldelli è stato, come abbiamo sottolineato, per tanti anni una delle bandiere del calcio a 5 laziale, tanto in campo nazionale quanto regionale e l'esperienza raccolta sui campi di gioco l'ha saputa trasferire alla guida delle squadre che ha successivamente allenato.


- Come ti disegni da allenatore? Quali sono state le peculiarità prese dal campo che hai saputo applicare nelle tue motodologie tecniche?


“La mia esperienza di giocatore ad alti livelli sicuramente mi ha aiutato per iniziare la carriera di allenatore, che è stata ricca di successi sia nel nazionale che nel regionale. Comunque sono un tipo di allenatore che lavora tanto sul campo tatticamente, su ogni tipo di situazione, e il fatto di esser stato giocatore, mi aiuta a lavorare anche sulla testa dei ragazzi, dai quali cerco di tirare fuori il meglio per farli rendere al massimo”.


- Il calcio a 5, soprattutto quello laziale, ha perso significativamente a livello di competitività rispetto a quando giocavi? Qual è stato secondo te l'errore commesso anche sul piano istituzionale, che ha portato a questo ridimensionamento pure nel confronto con altre regioni?


“Sicuramente la regola degli under prima inserita e poi cancellata. Sono dell’idea che se un giocatore è bravo e forte, già a 18 anni si vede, e assicuro che mi è capitato di vederne e allenarne diversi”


- Sei tornato, usiamo questo termine in maniera convenzionale, sul #futsalmercato, ma sul piatto della bilancia puoi mettere tante esperienze che sono sinonimo non solo di capacità tecniche e tattiche ma anche di oculatezza nell'indirizzare le scelte delle società. Se devi dare un consiglio a un club che volesse affidarsi nel prossimo futuro a te, come presenteresti Manuel Baldelli?


“Chi mi conosce sa che tipo di allenatore sono. Manuel Baldelli è innamorato e appassionato di questo sport. Prima di dedicarmi al calcio a 5, ho avuto anche un passato nel calcio, a livelli importanti, tant’è vero che adesso, il pomeriggio, mi dedico ai ragazzi facendo lezioni di tecnica individuale di calcio”.