Olimpia Verona, che spettAcolo. Castagna: “Un orgoglio la promozione con la squadra della mia città”

La promozione in Serie A dell'Olimpia Verona è stato un traguardo incredibile non solo per la stessa società gialloblù in sé, ma anche per il suo allenatore, Luca Castagna, il quale, quando nell'estate del 2022 era stato chiamato a sostituire Pino Milella di cui era il vice, nemmeno se la immaginava un'opportunità del genere.

"È stata una cosa inaspettata ed inizialmente mi chiedevo se potessi essere all’altezza, non avendo mai vissuto esperienze simili. Ma poi, con il supporto di Leléco, abbiamo deciso di intraprendere questa fantastica avventura. I due anni al fianco di mister Milella sicuramente hanno dato un contributo nel mio percorso di formazione dal punto di vista tecnico-tattico e della gestione del gruppo. Per questo gliene sarò sempre riconoscente".

- Quanto è stato difficile mettere insieme tutte le novità del roster e portarle ad avere, in tempi brevi, un'identità vincente?

"Siamo riusciti a trovare l’amalgama giusta in breve tempo soprattutto dal punto dell’‘essere squadra’, che ci ha aiutato a superare gli iniziali limiti tecnico-tattici che sapevamo già di avere in partenza. Poi siamo diventati solidi dal punto di vista mentale e del gioco. Infine, con gli inserimenti mirati di dicembre, ci siamo messi nelle migliori condizioni possibili per provare a puntare a vincere il campionato".

- Parliamo proprio di quel futsalmercato invernale. Le novità potevano destabilizzare l'ambiente?

"Perdere un portiere come Tondi ha dato qualche pensiero, ma sapevamo dell'arrivo di Pedro Siqueira, giocatore di livello assoluto. Donin, andato al Mantova, sicuramente lo avrei voluto tenere fino alla fine, ma in una trattativa le parti in causa sono due e non sempre si può avere tutto quello che si vuole. Anche le partenze di Alemao e Buonanno, che voglio ringraziare insieme a Fabio ed Enrico, avrebbero potuto alterare gli equilibri nello spogliatoio, ma il compito del mister è anche quello di prendersi la responsabilità di decisioni che non si vorrebbero prendere. L’arrivo di un giocatore come Titon ha certificato la volontà di giocarsi tutte le carte per provare a raggiungere la promozione. E lui non ha tradito le nostre aspettative".

- In occasione del periodo di flessione che avete vissuto, quando la Samp era arrivata in poche settimane a -4, la vittoria del campionato potesse essere a rischio?

"I periodi difficili possono capitare a chiunque e fortunatamente a noi è capitato quando avevamo 12 punti di vantaggio. Questo ci ha permesso di gestire le difficoltà con tranquillità, senza perdere la fiducia in noi stessi. Anche sapendo che il margine d’errore si era ridotto di molto, siamo rimasti compatti senza perdere lucidità".

- L'anno prossimo Verona tornerà a giocare in Serie A. Come sogni di poter vivere questa nuova esperienza tra le grandi del futsal?

"Portare nella massima serie la squadra della mia città, dove ho anche giocato nelle categorie inferiori, è motivo di grande orgoglio. La Serie A sicuramente è il massimo a cui un allenatore possa aspirare. Il sogno è quello di poter competere al meglio contro squadre allenate da tecnici e formate da giocatori di livello assoluto".