Il PalaRavizza della discordia. Il Pavia C5 non ci sta: "Siamo penalizzati, vogliamo i nostri spazi"

La novità che si presenta alla vigilia della seconda giornata del girone A del campionato di Serie B è l’inversione di campo del confronto che opporrà Pavia e Castellamonte. Partita che si sarebbe dovuta disputare alle 16 di domani al PalaRavizza di Pavia e che invece, dopo gli accordi sopraggiunti tra le due società, andrà in scena sul campo dei canavesani. Una situazione che ha provocato la garbata ma decisa reazione di Elisa Mantovi, ex presidente del club  pavese ma che continua ad essere il punto di riferimento della società appena tornata in Serie B.

“E’ quanto meno insolito che a Pavia, capoluogo di provincia, di strutture omologate per la Serie B di futsal c’è il solo PalaRavizza, e anche in provincia ci siamo informati c’è carenza. Il Pavia C5 che ha già militato in B ed è tornata nel nazionale dopo un’annata strepitosa, invece di essere tenuta in considerazione per quello che facendo per la promozione sportiva anche extraterritoriale, sta venendo penalizzata anche rispetto ad altre discipline di categoria regionale. E’ impensabile che una società militante nel nazionale debba avere difficoltà a giocare al PalaRavizza tanto che per 5 volte dovremo trovare soluzioni alternative, che a quanto pare, non essendoci campi omologati anche nel resto della provincia, non sarà facile. Ci dicono che il motivo è perchè i nostri calendari sono usciti tardi rispetto alle altre discipline: ma scherziamo? La vera delusione è che non ci siamo regole chiare per l’assegnazione degli spazi, noi non abbiamo un regolamento al riguardo, è stato sempre detto che valeva il titolo sportivo e noi militando in B abbiamo lo stesso livello di importanza di Omnia Basket e Garlasco Volley. Insomma, non è credibile la motivazione di dover dare precedenza a società di serie inferiori solo perchè il nostro calendario è uscito dopo quello di altri sport”.

Una situazione a dir poco paradossale, molto simile a quella che si vive in tante comunità della Penisola. Ma davanti a basket e volley la verità è che il futsal ne paghi sempre e comunque le conseguenze.

“Non possiamo pensare che il nostro sport possa venire trattato in questo modo senza venir preso seriamente in considerazione: e ora che siamo arrivati ad un elevato livello di competizione non abbiamo spazi per giocare! Riusciamo ad allenarci solo una volta su quel campo, ossia meno di quanto facevamo lo scorso anno, quando per allenarci abbiamo dovuto ricorrere ad un campo alternativo che ha fatto lievitare notevolmente i costi. Sono sincera: sono delusa e sto valutando seriamente la possibilità che al termine della stagione possa non iscrivere il Pavia C5 al prossimo campionato. Una società che si assume tutti gli oneri per lo svolgimento dell’attività, che sta facendo associazionismo a titolo gratuito per i suoi tesserati, invece di essere sostenuta viene pure boicottata? E’ inaccettabile”.

La carenza di impianti è la fotografia di quanto possa, allo stato reale, interessare lo sport, e gli obblighi dettati dalla costituzione allo Stato e alle sue appendici amministrative in fatto di incentivazione e sostenimento dell’attività associazionistica dei cittadini.

“E’ dal 2020 che c’è uno stato di sovraffollamento al PalaRavizza, è da quando ho assunto la presidenza che sto portando avanti questa battaglia: non è possibile che noi ci siamo solo quando ci sono da affrontare le spese per la gestione della struttura, senza ricevere un centesimo di contributo. Eppure siamo una delle società che garantisce la visibilità maggiore alla città militando in un campionato nazionale, e malgrado questo veniamo trattati come gli ultimi. Sento chiaramente la mancanza di chiarezza da parte del comune, sono anni che lottiamo per riusciamo ad ottenere gli spazi che ci occorrono e questo è avvilente. Sembra quasi una lotta personale e se io devo portare avanti l’attività sportiva per sottopormi ad una lotta personale continua, allora vuole dire che chiuderò questa associazione”.