31/07/2026 12:35
Si chiudono le presentazioni, in casa Pordenone, con quella di Toni Jodas, ultimo, ma solo in termini temporali, dei colpi di mercato estivo neroverde. Classe ’96, a trent’anni rappresenta una pedina di esperienza, ma con estro e capacità da vendere.
Nato vicino a Barcellona, nel corso della sua carriera ha giocato in patria, ma anche in Belgio, Romania e, ovviamente, in Italia. «Ho sempre giocato insieme ad amici fino ai 16 anni — racconta —, facendo anche tanti tornei estivi. Fino a quando una volta ho incontrato una persona che giocava in serie A in Romania e mi ha invitato ad andare con lui. Lì è cominciata la mia storia come calciatore professionista. Ho girato per diversi paesi, e la verità è che ho imparato tanto ovunque».
Sul parquet, per Toni, viene prima di tutto il collettivo. «Mi considero un giocatore di squadra — spiega —, non sono un giocatore che pensa solo a fare gol, a distinguersi. Gioco perché mi piace giocare, e preferisco sempre fare il passaggio in più per far segnare il mio compagno, piuttosto che fare io la giocata. Penso di essere tutto sommato un giocatore polivalente».
Pordenone l’ha conosciuta lo scorso anno, nella trasferta con l’Atlante Grosseto, di cui era capitano. «All’andata non avevo giocato, perché ero infortunato al polpaccio e sono stato fermo sette partite — continua —. Ma quando abbiamo giocato a Pordenone al ritorno, la verità è che mi è piaciuto il palazzetto e mi è piaciuta la squadra. Si vedeva che la gente veniva, e tanta, per fare il tifo e sostenere la squadra. Ho capito che a Pordenone si vive il calcio a 5, e parlando con presidente e allenatore me ne sono convinto».
Concrete le aspettative stagionali. «Ogni stagione è diversa — puntualizza —. Puoi avere una buona squadra ma iniziare male, o viceversa. Non si sa mai. Io spero di vivere un buon campionato, come quello passato, in cui poter competere e giocare a tu per tu in ogni partita. Ma si deve lottare, perché in questa categoria tutte le squadre sono forti ed è brutto ritrovarsi sotto in classifica. Ai tifosi non possiamo promettere di vincere il campionato, perché è difficile. Ma il messaggio che deve passare è che se giocheremo tutte le partite faccia a faccia, non ci sarà nessuna sconfitta. Se la gente ci vedrà lottare sempre fino alla fine, sono sicuro che si divertirà».
Ufficio Stampa Pordenone