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01/07/2024 19:09

Pubblicato il Comunicato Ufficiale n.1: la stagione sportiva 2024/2025 può cominciare ufficialmente

Nel giorno che segna l’inizio dell’annata agonistica 2024-2025, la Divisione Calcio a 5 ha diramato l’atteso Comunicato Ufficiale numero 1, sul quale si baserà tutta l’attività dell’intera stagione sportiva, dai campionati di Serie A maschile e femminile alle competizioni giovanili, passando per l’attività internazionale.

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Non ci aspettavamo nulla di stravolgente dal Comunicato Ufficiale numero 1: praticamente è rimasto tutto invariato rispetto allo scorso anno, a partire dalle formule dei campionati per arrivare alle competizioni che compongono il quadro ufficiale degli eventi della stagione 2024/2025. Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe assolutamente da dire: ma da una Divisione più reazionaria di così cosa ci si poteva aspettare nell’anno delle elezioni?


 Ci troviamo davanti alle stesse identiche situazioni di cui parlavamo esattamente dodici mesi fa: nessuna novità sostanziale, nessuna formula innovatrice se non quella di riproporre la Final Eight della Coppa Italia di Serie A (che a furor di popolo era stata richiesta sin dal momento in cui venne adottata la Final Four), nessuna forma di miglioramento strutturale dei campionati nazionali; anzi, per la Serie B sarà un’altra annata penalizzante, con gironi da 12 squadre che determineranno tre retrocessioni ciascuno, e un campionato di Serie A2 che permetterà di giocare le “solite” undici giornate per 22 partite in tutto, a fronte di un esborso all’atto delle iscrizioni di quasi 15000 euro. 


Speriamo solo che con le elezioni alle porte nella stanza dei bottoni ci si renda conto che straziare i club siciliani e pugliesi come fatto lo scorso anno non è assolutamente il caso, e che invece di comporre i gironi con il righello si guardi soprattutto agli oneri che essi comporteranno per le partecipanti.


Niente Serie A ridotta a 14 per la stagione 2025/2026: due le retrocessioni dirette più la perdente del playout, avvicendate dalle due vincitrici degli analoghi gironi di A2 Elite più la vincente dei playoff; sei le retrocessioni dall’Elite (due per girone più le due perdenti dei playout) a fronte delle altrettante promozioni dall’A2 (le vincenti dei quattro gironi più le due dei playoff); e così saranno dieci le squadre che retrocederanno in Serie B (due per girone più le due perdenti dei playout) sostituite dalle otto vincitrici dei gironi cadetti più le due squadre che si aggiudicheranno i playoff. Nei regionali saranno 26 le squadre che retrocederanno: troppe visto che la fascia di separazione tra playoff e playout resterà minima, ma comunque che non giustifica nè la durata della stagione nè tantomeno gli oneri di iscrizione.


Ribaditi i limiti di partecipazione: 4 ‘non formati’ in Serie A, 3 in Elite (con due giocatori nati dal primo gennaio 2002 da inserire tra i nove ‘formati), 2 in A2 e uno solo in B (con le stesse condizioni relative ai ‘giovani’ dettate per l’Elite). Ovviamente attività Under 19 obbligatoria per Serie A, Elite e A2, con Under 15 e Under 17 previste ambedue per la massima serie, una delle due solamente per Elite e A2, mentre per la Serie B non è prevista obbligatorietà se non per quanto riguarda appunto l’Under 19. Attività di Scuola Calcio obbligatoria per tutte le categorie nazionali.


Un’annotazione per la B femminile. Non contenti del livello e delle notizie di società in difficoltà, ecco che si arriva a fissare in massimo 60 le squadre che comporranno il nuovo organico. Significa che se si raggiungerà quel tetto i gironi (4) saranno composti ciascuno da 15 squadre (equivalenti a 30 giornate di “regular season”), con un incremento dei costi significativo per le partecipanti. Ma non solo: saranno promosse tutte le squadre vincitrici dei singoli campionati regionali di Serie C, anche di quelli composti da un manipolo di formazioni. 


E per finire la chicca. Capo VII, Norme relative ai campionati, paragrafo 23: “È consentito per le Società apporre sugli indumenti di gioco non più di cinque marchi pubblicitari, della natura e delle dimensioni fissate dal Consiglio Federale e con la preventiva autorizzazione della Divisione Calcio a 5”. E questo lo chiamano spirito collaborazionistico? Qualcuno l’ha già ribattezzata la follia del primo luglio. Noi ci fermiamo qui che è meglio!