Samperi, resta o va via? Musumeci: ''Voglio godermi il momento. Salvo sarà un professionista vero''

Anche nel mondo delle sport le regole fanno parte della vita quotidiana. Quelle scritte ma anche (e soprattutto) quelle non scritte, che il più delle volte hanno appunto un valore etico superiore a quello che di prassi bisognerebbe conoscere, eredità comportamentale che viaggia in perfetto parallelismo con la correttezza. Sapere, insomma, che quando una squadra è ancora impegnata nell’attività agonistica va considerata come in una bolla e là tenuta fino al termine degli eventi del campo, deve essere un criterio riguardo la cui interpretazione non c’è bisogno esistano norme scritte. Solo in seguito, magari, si potrà cominciare a parlare di quel che sarà: e questo vale per ogni categoria di ogni disciplina, che sia maschile o femminile, seniores o giovanile. Ma purtroppo non lo sono per chi va in cerca di illusori sensazionalismi. 


La storia di Salvo Samperi rientra in questo ambito. Attuale allenatore della Meta Catania… ma già per molti ex allenatore della Meta Catania. Perché le voci che si stanno rincorrendo dicono che non resterà in rossazzurro, comunque andrà questo campionato. Ma sono solo voci o c’è dell’altro? Perché, si badi bene, dichiarazioni dello stesso Samperi, ma soprattutto della Meta Catania, non ce ne sono state, tanto che il patron Enrico Musumeci ha deciso - come suol dirsi - di prendere il toro per le corna e chiarire la situazione che si sta alimentando attorno alla posizione dell’allenatore che ha portato gli etnei tra le prime quattro squadre d’Italia in sei anni di conduzione tecnica.


“Come ogni stagione - spiega Musumeci - ci siamo trovati a verificare come comportarsi in futuro. Il problema vero è che purtroppo, il Covid ha portato ad allungarsi i tempi di svolgimento della stagione tanto che con Samperi, che come ogni anno avrebbe ricevuto diverse richieste, abbiamo concordato di vagliare le varie possibilità, e anche noi ci siamo guardati attorno di conseguenza. Per poi ovviamente arrivare al punto di prendere una decisione”.


Una situazione che spiazza anche il patron della Meta.


“Irreale, non ho altri termini per commentarla. Questa società ha toccato il punto più alto della sua storia sportiva e qui a Catania c’è vera fibrillazione. Ma la verità è che questa storia, con i suoi risvolti, mi sta impedendo di godermi questi playoff e godermi questo traguardo che mai avrei pensato di poter raggiungere al terzo anno di Serie A. Siamo tra le prime quattro d’Italia e forse potremmo anche fare meglio, ma personalmente vorrei vivere questa grande occasione evitando che possano esserci elementi di distrazione, anche se so bene che mister e giocatori saranno professionisti fino in fondo. Poi, una volta finita la stagione, vedremo cosa accadrà”.