Surace (appiedato) domani tiferà Domus: ''Leon gara-chiave, siamo gli artefici del nostro destino''

Non sarà facile per Peppe Surace vivere da fuori la supersfida con la Leon Monza Brianza. Purtroppo, la giornata di squalifica non scontata contro l’Ossi andrà osservata domani, privando la Domus di una pedina essenziale in quella che potrebbe essere la partita chiave dell’intera stagione bressese. Con Peppe Surace abbiamo voluto affrontare proprio l’argomento di questa parabola discendente della Domus: riesce almeno lui a dare una spiegazione tecnica e anche psicologica che possa renderla comprensibile?


“Penso sia dovuta a molteplici fattori, in primis alla situazione Covid che non ha dato la totale serenità  nell'affrontare questo campionato, perché ci siamo ritrovati a dover recuperare molte partite ravvicinate, dovendo far i conti con infortuni e squalifiche importanti, Zamburlin e Dragone su tutti. Poi, diciamo la verità, il livello agonistico del campionato è cresciuto e di conseguenza abbiamo pagato, a mio avviso, la  condizione atletica non ottimale dovuta al numero esiguo delle sedute di allenamento. Poi inevitabilmente entri nel tunnel dell'insicurezza, perché giochi bene per gran parte della partita ma vieni recuperato sempre alla fine”.


- La classifica è la cartina tornasole del momento: è un testa a testa con l'Orange. L’ingresso nei playoff a questo punto è l'unico obiettivo che può salvare la stagione e permettervi di poter dire ancora la vostra nella fase finale?


“Penso che ancora la griglia playoff per il terzo, quarto e quinto posto non sia definita, perché ancora ci saranno molti scontri di alta classifica ed inoltre in questo campionato anomalo abbiamo ben visto che tutti possono battere tutti. Ovviamente speriamo di centrare l'obiettivo playoff: noi ce la metteremo tutta”.


- Sabato con la Leon è la partita decisiva, la madre del vostro futuro oppure credi che bisognerà ancora aspettare prima di tirare le somme?


“Contro la Leon sarà una partita importante, ma come tutte le altre. Penso che noi siamo artefici solo del nostro destino”.