Surace, l'asso nella manica della Domus. ''Una vittoria dedicata alla mia famiglia, insostituibile''

Le nostre chiacchierate con i giocatori che hanno scritto il trionfo della Domus neopromossa in Serie A2 non potevano non partire da colui che è stato il simbolo di questa squadra: Peppe Surace. Il capitano. Il ragazzo di Calabria che a Milano ha trovato la sua consacrazione sportiva. Con lui abbiamo pensato di partire subito… dalla fine: una promozione dedicata a moglie e figlie, d'altronde i baci rivolti alla tribuna dopo la rete del 2-1 non tradiscono...


“Certamente questa vittoria la dedico più di tutti a mia moglie Elisa, perché mi ha permesso tutto questo e soprattutto di mancare molte ore da casa per potermi allenare, da solo e con la squadra, e poi un momento così bello non puoi non condividerlo con le persone che ami. Dopo il gol infatti la dedica è scattata in automatico, a lei e alle mie bambine Gineva e Isabel”.


- A Nizza una partita iniziata in salita ma poi portata dalla parte della Domus con quell'autorità che ha contraddistinto il vostro percorso di questa stagione, condividi questo giudizio?


“La partita di Nizza è stata come ci aspettavano dura fin da subito, in quanto loro non stavano trascorrendo un bel periodo sotto l'aspetto dei risultati quindi lo sapevamo che avrebbero venduto cara la pelle, anche interpretando le interviste rilasciate in settimana. Dopo una disattenzione che ci ha visti andare sotto 1-0, secondo me ha preso la giusta direzione, in quanto nonostante le ridotte dimensioni del campo abbiamo sempre avuto il pallino del gioco in mano e loro hanno atteso per provare a punirci in contropiede. Ma come spesso è accaduto quest'anno, con il gioco e l'intensità, abbiamo riequilibrato la gara e siamo andati anche sul doppio vantaggio”


- All'inizio non eravate considerati i favoriti, ma strada facendo i ruoli sono cambiati e poi, dopo l'infortunio di Di Biasi, avete cementato il vostro spirito di squadra che è stato il valore aggiunto che ha permesso questo trionfo. Quali sono state le tappe più significative di questo cammino secondo te?


“Non so chi e come si definisca una squadra favorita ad agosto, so solamente che questo gruppo lavora incessantemente da tre anni, con voglia, entusiasmo e dedizione. Non conosco altra parola chiave se non quella del lavoro. Sicuramente un giocatore come Di Biasi non lo puoi sostituire così facilmente, ma la squadra si è compattata ancora di più perché è una squadra matura ed anche grazie agli arrivi di giocatori nuovi il ritmo e la qualità sono rimasti invariati. La tappa secondo me fondamentale è stata la sconfitta con il Morbegno, in casa, sconfitta che è arrivata giustamente per una prestazione pessima: in questa situazione così difficile si è visto lo spessore di questo gruppo che ha capito l'importanza del non sottovalutare mai nessun impegno, anche perché ancora i giochi erano aperti. E poi come non citare lo scontro diretto con l’Asti per la qualificazione alle Final Eight?”.


- E' stata anche la stagione della consacrazione definitiva di Surace: che nessuno dei tuoi compagni se la prenda se diciamo che sei stato l'elemento che ha dettato i ritmi della vostra progressione.


“Sicuramente quest'anno è da incorniciare sotto il profilo dei risultati, ma chi mi conosce bene sá che non cerco consacrazioni o vittorie personali, metto sempre la crescita del gruppo davanti ad ogni cosa. ovviamente fa piacere dare il mio contributo per la crescita di tutto l'ambiente, dentro e fuori dal campo”.


- Cosa ti aspetti dalla partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia?


“Per quanto riguarda la coppa, penso sia il regalo più bello che ci potessimo fare. Andremo a Policoro per giocare a viso aperto con tutti e con la serenità di chi non ha nulla da perdere”.


- Infine, uno sguardo alla prossima stagione, la riforma non dovrebbe pesare sul piano di rafforzamento della Domus che partirà sicuramente dalla conferma dello zoccolo duro che ha conquistato l'A2. Quali sono le aspettative di Surace per il futuro, sia personali che nell'ottica di una prosecuzione del rapporto con la Domus?


“Del futuro ancora non so nulla, sicuramente la Domus farà l’A2, ma voglio godermi questo momento e dedicarmi alle questioni future al momento opportuno. Ovviamente spero che venga confermato lo zoccolo duro di questo gruppo fantastico. Le aspettative? Sono quelle di riuscire a giocare nel palazzetto di Bresso come avevo promesso al presidente Gulizia tre anni fa… che avrebbe fatto la Serie A a Bresso”.