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15/05/2022 15:35

Un Orange a forza nove vola al secondo turno play-off, il Sardinia regge l'urto solo nel primo tempo

Quarto incrocio stagionale con il Sardinia Futsal per l’Orange, che di fatto apre le danze per la fase finale della stagione. Due vittorie e una sconfitta lo score delle passate sfide, ma quella del PalaBrumar è una partita senza appello. Gli Orange la possono disputare in casa, in virtù del secondo posto finale nel campionato. 


LA CRONACA - Squadre al completo e pronte alla sfida, ma, fin dalle prime battute, si vede che gli Orange hanno una marcia in più e di fatto costringono la squadra di Melis sulla difensiva: decine i tentativi, ma la difesa sarda nei primi minuti è impenetrabile. Occorre l’estro e la magia di un tocco, anche un po’ sporco, e in questo Mendes è un campione: prima lambisce il palo, poi di controbalzo scheggia la traversa e, al terzo tentativo, con il grande aiuto di Cannella, la mette alle spalle di Saddi. 


E l’azione che da il via all’arrembaggio dell’Orange nella prima frazione. Gli ospiti cercano di reagire, ma la tempra Orange è più forte poi, Victor Hugo, prima prende il giallo su una ripartenza che gli costa il cartellino e poco dopo litiga con l’arbitro che gli commina il secondo giallo. Con un uomo in meno sale in cattedra Rivella che in trenta secondi indirizza il match: prima, modello Dinho contro il Chelsea, trova il pertugio basso da lontano, poi finalizza una discesa slalom di Cannella. 


Il risultato alla fine del primo tempo è di 3-0 ma avrebbero potuto essere di più le marcature, che puntuali arrivano invece nel secondo tempo, quando Melis, affidandosi al portiere di movimento, si scopre e permette a Curallo, Mendes, Ibra per due volte, Vitellaro e Rasero (di tacco) di rimpinguare il bottino. Il 9-0 finale è un buon viatico, anche se la squadra ospite, nel secondo tempo, ha di fatto alzato bandiera bianca. La condizione di Celentano e compagni è buona e con quello contro il Sardinia diventa la tredicesima perla realizzata al PalaBrumar.


Fermarsi adesso sarebbe un peccato.


Beppe Rasolo - Ufficio Stampa Orange