Zullo, i miei primi 250 gol. "Aiello mi ha riportato nel futsal, ma Esposito è stato il mio mentore"

‘Palla a Zullo e s’abbracciamo’, amava ripetere spesso Paolo Aiello, uno dei direttori sportivi che ha inciso di più sulla sua carriera. E Daniele Zullo deve averlo preso davvero in parola, se è vero come è vero che gli abbracci sono arrivati fino all’incredibile numero di 250. Duecentocinquanta, come i gol ufficiali segnati fino a questo momento dal fenomenale attaccante di Pomezia. Un traguardo invidiabile che l’arciere pometino, adesso in forza all’ADJ Città di Anzio, ha tagliato sabato scorso nel match di campionato contro il Laurentino.

L’IDENTIKIT – Daniele Zullo, data di nascita 8 ottobre 1991. Professione, Bomber (con la B maiuscola, pare ovvio). Dicono di lui che non ami perdere nemmeno al ‘peladao’ di fine allenamento. Croce e delizia per gli allenatori che hanno avuto la fortuna di allenarlo, ha avuto il suo primo approccio con il calcio a 5 ai tempi della Carlisport. Dove, con l’Under 21 di mister Adriano Novelli, arriva a giocarsi le finali scudetto di categoria. Quell’anno è anche aggregato alla prima squadra di mister Mauro Micheli impegnata nel campionato di Serie B, ma la tentazione del calcio a 11 è troppo forte e quella del futsal rimarrà per il momento una (seppur felicissima) parentesi. 

A riportarlo dentro un palazzetto ci penserà il direttore della Fortitudo Pomezia, Paolo Aiello, qualche anno più tardi. E la sua fu una felicissima intuizione. 

“Paolo  – racconta Daniele – mi ha convinto a lasciare di nuovo il calcio per ritornare nel mondo del futsal e gli devo tantissimo”. 

Da quel momento, infatti, Zullo inizia a segnare gol a raffica: 200 per la precisione con la maglia di quella Fortitudo della quale in 6 anni, partendo dalla C, ne diventerà leader e capitano fino alla Serie A2. Poi 38 nella sua successiva esperienza alla United Pomezia e i 12 realizzati sin qui con la maglia del Città di Anzio.

A TU PER TU CON DANIELE - Iniziamo, qual’è la persona alla quale devi di più nel mondo del calcio a 5? E perché? 

“Di Paolo Aiello ho detto prima, ma la persona a cui devo di più in assoluto è sicuramente Stefano Esposito. Mi ha allenato per cinque anni e mezzo e ha sempre creduto in me spingendomi a puntare ogni volta più in alto. E’ stato fondamentale per la mia formazione come giocatore, per la mia maturazione in campo e gli sarò per sempre grato”.

- L’allenatore con il quale ti sei trovato meglio fino a questo momento?

“Diciamo che parlando di Esposito come la persona a cui devo di più ho un po anticipato la tua seconda domanda. Quindi, Stefano a parte, ti dico che ho avuto un grande rapporto con Serpietri, Tallarico, Alessio Caporaletti che è anche un mio grande amico fuori dal campo e con lo stesso mister Di Fazio. Sono al primo anno con lui ad Anzio, ma lo stimo molto e sono convinto che stiamo costruendo qualcosa di veramente bello”.

- Il tuo compagno del cuore e perché. 

“Escludendo quelli che erano già miei amici nella vita, dico senza ombra di dubbio Edoardo Pacioni perché il bellissimo rapporto che abbiamo costruito insieme è nato proprio sul campo”.

- E quello che ti ha fatto fare più gol?

“Ne dico due perché grazie a loro di gol ne ho fatti veramente tanti: Simone De Simoni ed Alessandro Zanobi”.

- 250 reti ufficiali. Quale la più bella secondo te?

“Trovarne una sola in 250 non è assolutamente facile. Ma se devo proprio scegliere ti dico uno realizzato al volo a Ciampino in una partita fondamentale, a pari merito con uno dei due della doppietta che ho fatto a Salsomaggiore contro il Reggio Emilia”.

- E se ti chiedessi i gol più importanti?

“I più importanti sono sempre quelli che devono ancora arrivare, ma per rispondere alla tua domanda penso sicuramente alla doppietta realizzata contro l’Eur che ha deciso la Serie B vinta dalla Fortitudo nello scontro diretto, la tripletta sempre contro l’Eur l’anno successivo in maglia United nella finale playoff del girone E, la doppietta in Campania contro il Domitia che ci ha portato alle finali di Salsomaggiore, alla doppietta contro l’OR ed al gol in finale contro il Canosa, sempre a Salsomaggiore”.

- Quale il portiere che ti ha dato più gusto battere?

“Sicuramente Federico Favale, sia per il valore della partita di quest’anno che per le grandi capacità di questo portiere, che considero il più forte con il quale abbia giocato e soprattutto un grande amico”.

- E invece il difensore più forte che ti ha marcato?

“Di difensori forti che mi hanno marcato ce ne sono stati davvero parecchi, anche in allenamento come compagni di squadra. Sotto questo aspetto dico Mentasti e Batata, mentre da avversari in campionato i più duri sono stati senza ombra di dubbio Davì e Serginho”. 

- A quanti gol vorresti chiudere un giorno la tua carriera? Ti sei dato un obiettivo?

“Sinceramente no, è una cosa alla quale non penso. L’unico obiettivo è quello di vincere il più possibile per arrivare sempre più in alto”. 

- Per concludere, che consiglio daresti ad un bambino che volesse iniziare oggi a giocare a futsal?

“Per i bambini che si avvicinano a questo sport il consiglio è sempre e solo quello di divertirsi ogni giorno, godersi le emozioni che regala questa disciplina e crescere ascoltando i consigli degli allenatori”.

Alessandro Bellardini