01/05/2026 11:15
La Drago Acireale si avvicina a grandi passi verso il ritorno del secondo turno dei playoff di Serie B. Sabato, la formazione granata sarà di scena a Palermo per affrontare il Mistral dopo lo 0-0 dell'andata disputata tra le mura amiche del PalaVolcan. Come ci arrivano i giocatori acesi a questo secondo bollente derby di post-season, facendo soprattutto tesoro di quanto buono è stato visto nella sfida di sette giorni fa, ce l'ha raccontato l'allenatore Antonio Marletta che tra l'altro a differenza del match d'andata riuscirà a recuperare alcune pedine.
- Lo 0-0 è piuttosto atipico nel futsal. Questo equilibrio come se lo spiega? C'è stato più un allunamento sul piano tattico o è stata una mera questione di episodi che ci sono stati ma che in nessuno caso sono girati per il verso giusto?
"Sì, infatti credo sia la prima volta in carriera che colleziono uno 0-0, sia da giocare che da allenatore - confessa l'ex tecnico della Meta Catania Under 19. - Credo che dietro a questo ci sia un mix di entrambe le cose; sicuramente entrambi abbiamo impostato una gara a metà campo cercando di chiudere gli spazi avversari. Ma è altrettanto vero che ci sono state diverse occasioni da gol sia per noi che per loro, salvataggi sulla linea, occasioni a tu per tu con i portieri che si sono superati. Poteva tranquillamente finire con tre-quattro gol sul tabellino, ma così non è stato. Merito anche dei portieri".
- Quali sono stati i segnali positivi che si è portato dietro da questo pareggio in vista del ritorno?
"Il primo segnale positivo è stato non aver perso, perché queste partite, si sa, se prendi gol poi fai fatica a riprenderle. Un altro segnale positivo per me è stato sicuramente il gruppo: ha sopperito a diverse assenze pesanti e inoltre in campo hanno avuto alti minutaggi altri due-tre ragazzi, che non si sono allenati nelle ultime settimane per infortuni o altre problematiche. Questo lascia ben sperare per il ritorno quando saremo forse non al completo, ma sicuramente con rotazioni più ampie e migliori condizioni fisiche".
- Sabato 2 maggio però giocherete a Palermo. Quanto conta in partite come questo il fattore ambientale? E per questa ragione in settimana premerà soprattutto il tasto dell'aspetto emotivo-mentale?
"Non voglio sembrare presuntuoso, ma credo che il fattore campo conti poco o nulla. Parliamo di giocatori esperti e come dico sempre ai ragazzi le partite si giocano dentro il campo, non fuori. Come loro sono venuti a fare la loro partita davanti un palazzetto gremito, anche noi settimana scorsa abbiamo vinto a Catanzaro (5-3 ai supplementari nel ritorno con la Nausicaa, n.d.r.) in un campo su cui nessuno era riuscito a farlo prima. Veniamo da tanti risultati utili consecutivi e la metà li abbiamo fatti fuori casa. Pertanto penso che se il fattore campo fosse così importante la nostra stagione sarebbe già finita".
l.m.