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26/06/2022 22:20

A tutto Colini: ''Lo scudetto un premio alla leggenda. Che Feldi! La riforma? Sta creando problemi''

“Questa è una squadra leggendaria, che rimarrà nella storia, al di là dei record che ha saputo realizzare, fermata nella sua corsa solamente dal Covid”.


Testo e parole di Fulvio Colini, che a 24 ore dalla conquista del terzo tricolore consecutivo ci ha voluto rilasciare una dettagliata intervista nel corso della quale si è soffermato a valutare gli aspetti che hanno fatto da contorno alla vittoria sulla Feldi, partendo però da quello che è immediatamente diventato il dato di fatto alla mezzanotte di ieri. 


“Questa squadra è finita perchè l’improvvisa modifica al regolamento ha costretto le società, pur avendo più contratti pluriennali in essere, a dover lasciare andare via i giocatori. Alcuni di loro se ne andranno all’estero, altri si accaseranno in Italia, obbligati a sparpagliarsi anche perchè metà di coloro che stavano a Pesaro non sarebbero potuti rimanere, visto che i posti a disposizione in rosa saranno solamente quattro. La finale? E’ stata una partita fortunata. La voglio considerare figlia di una stagione che, nonostante gli impegni internazionali di molti dei miei ragazzi, ci ha visto sempre avanti e sempre in testa, mai battuti: ebbene sabato sera la fortuna ha aiutato la mia squadra… forse anche perché era l’ultimo atto di una squadra leggendaria”. 


- Italservice sotto per tre volte ma capace nelle battute finali di rimontare definitivamente una grande Feldi Eboli…


“La Feldi Eboli ha giocato un finale incredibile dopo aver dominato tutte le partite dei playoff. Contro di noi ha dimostrato la sua grande forza, risultante anche di una continuità societaria unica: ha disputato una grandissima partita incartandocela tatticamente per lunghi tratti, mettendoci in apprensione grazie soprattutto a uno dei giocatori più forti che ho potuto ammirare in questa stagione, che è Fabricio Calderolli. Oltre ad essere magistralmente guidata da un tecnico come Salvo Samperi che ha dimostrato coi fatti che la vittoria della Panchina d’Oro è stata meritata”.


- Fulvio, parliamo di questa riforma che sta creando evidenti problemi tanto ai club di vertice che a quelli inferiori. Quello che sta succedendo in questi primi giorni di mercato è la conferma dei timori che erano stati subito evidenziati dal momento in cui era stata partorita.


“Le società si stanno trovando di fronte a un problema serio, ossia quello di dover cercare decine di ragazzi italiani, assolutamente non pronti a giocare le due serie principali, a ingaggi allucinanti addirittura superiori a quelli degli ‘oriundi’ che, a differenza, avevano - e hanno - ben altra caratura tecnica. Ci troveremo di fronte inevitabilmente ad uno spettacolo mediocre a fronte di un aumento dei costi esagerato, figlio di una scelta, netta, affrettata, con la potatura dei ‘doppipassaportisti’ che poteva essere fatta in maniera decisamente più tranquilla e graduale nel tempo. Anche l’Italservice Pesaro stessa si è arresa di fronte a queste enormi problematiche, andando verso una stagione di transizione: stiamo trovando difficoltà a trovare giocatori, i pochi di A e A2 di livello si sono accasati a ingaggi importanti, ma qual è il paradosso? Quelli di B non si possono muovere dalle proprie sedi al cospetto di situazioni di studio e lavoro che comportano inevitabili veti familiari. Sono problematiche gravi, che dovranno risolvere come sempre le società… di tasca loro”.


- Abbiamo più volte levato da queste colonne l’indice sulla mancata condivisione di eleggere Salsomaggiore a location unica per il futsal di vertice, anche andando su Sky. Di fonte al PalSele e al PalaFiera sold-out per le tre gare di finale, e ricordando i tanti vuoti registrati all’E-R Arena, cosa puoi dire?


“Il pubblico appassionato di Pesaro e Eboli in gara-1 ha fatto da grande contorno allo spettacolo delle finali scudetto. Al contrario di quello che s’è visto a Salsomaggiore per esempio in Coppa Italia, dove ho contato, tra tifosi delle due squadre e addetti ai lavori, poche centinaia di spettatori ad assistere alla nostra finale con l’Olimpus, lontanissimi dai 4000 di Faenza per una finale di Coppa nel 2019 che ci è stata invidiata anche in Spagna. Questa governance si sarà anche impegnata sul piano organizzativo, ma evidentemente non basta: deve essere rispettato l’impegno sia morale che di passione e soprattutto economico che le società di Serie A hanno messo negli anni per tenere a galla questa disciplina”.


- I prossimi mesi saranno decisivi per la riforma. I ricorsi avanzati da Kakà e Pozzi, nonostante siano stati respinti nei gradi di giudizio endofederali, adesso andranno in discussione al CONI e potrebbero esserci importanti novità prima dell’inizio del prossimo campionato. Il tuo punto di vista?


“Ritengo del tutto lecito che ragazzi che risiedono da anni in Italia, hanno moglie e figli italiani, pagano le tasse e votano essendo cittadini italiani, abbiamo il diritto di ricorrere per auspicare una gradualità maggiore nell’applicazione delle nuove regole. Il mio augurio è che si raggiunga una mediziaione intelligente tra le parti per arrivare ad una soluzione ideale, alla quale bisognava puntare sin dall’inizio, ossia una riforma introdotta in maniera più graduale. Non sto qui a discutere di buona fede e prospettive future della Divisione, ma sono dell’idea che la scelta compiuta non è stata presa con le tempistiche giuste. Io mi adeguo, ma la penso in questa maniera”.