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20/05/2021 22:41

Acqua&Sapone, un silenzio (troppo) rumoroso: il sereno dopo la tempesta si chiamerà Jesus Velasco?

Tutto tace all’Acqua&Sapone. O almeno tace in apparenza, perché solitamente sotto la cenere c’è sempre la brace che arde. Una parafrasi che cade più che mai opportuna per cercare di capire cosa si sta covando sui lidi pescaresi a quasi una settimana dall’“horribilis saturni” che è costato la fine anticipata dei sogni tricolori a fronte di una delle delusioni più grandi che i colori nerazzurri abbiano mai vissuto nella loro storia recente.


Da Via XXII Maggio, l’indomani della disfatta con la Meta, si era levata la chiara insoddisfazione dei vertici angolani: l’idea della rifondazione appariva la soluzione più imminente che la famiglia Barbarossa sembrava decisa ad adottare e il fatto che nei giorni successivi, come detto, tutto è taciuto, fa credere che l’iter del processo di ristrutturazione cui andrà incontro l’Acqua&Sapone sia in piena fase embrionale, con il parto annunciato a breve. Ma cosa potrebbe realmente accadere?


Sulle spine, inevitabilmente, c’è Fausto Scarpitti. Sul tecnico sono cadute in parte le responsabilità del flop stagionale e la sua posizione è chiaramente a forte rischio. Come lo sono quelle di diversi giocatori, additati dal dg Colatriano (LEGGI QUI) come i veri responsabili del tracollo nerazzurro nei playoff. Ma la questione giocatori, seppur delicata, non può prescindere dagli indirizzi tecnici che verranno dati da chi assumerà la conduzione della squadra: molto difficile che Scarpitti rimanga e questo è chiaro, decisamente probabile che il cambio di panchina si possa realizzare in tempi brevi. 


E siccome l’Acqua&Sapone non è certo società cui piace sentirsi additare fallimenti e, soprattutto, portarsi il fardello dietro nel tempo, sicuramente la soluzione che verrà favorita sarà quella di un nome importante. Quanto importante lo rappresenta direttamente il blasone del club e la rilevanza del suo nome nel panorama del futsal nostrano e non solo. In base a queste valutazioni ne consegue che la pista che la proprietà potrebbe decidere di seguire per arrivare al nome di chi sarà il nuovo allenatore possa essere esterna all’Italia.


E qui si apre il valzer delle illazioni. Perché di margherite di tecnici ce ne sono parecchie da sfogliare, ma una società come l’Acqua&Sapone, chiamata a ricostruire una squadra, un ruolo, un’immagine ma soprattutto a rafforzare la credibilità di quello che è sempre stato disegnato come un progetto vincente, non può non andar dritta se non su un nome forte, di indubbia caratura, un’autentica garanzia di vittoria. E chi è quel personaggio che può sintetizzare e identificare tutte queste qualità e che, elemento aggiuntivo, conosce bene il nostro futsal? Tutto porta a un “monstre”: Jesus Velasco.


Perché Velasco? Intanto perché è un vincente è questo da solo basta e avanza ai Barbarossa. E poi perché ha l’autorità giusta per gestire il rilancio su tutto il fronte, ha il carisma per plasmare spogliatoi composti da stelle e grandi personalità, non ha nascosto (proprio a Calcio a 5 Anteprima, LEGGI QUI) che poter tornare in Italia è una eventualità che un professionista come lui considera sempre. E poi aggiungiamoci anche che l’ACCS sembrerebbe in via di ridimensionamento, alla luce delle notizie di partenze eccellenti che si stanno già profilando per la fine della stagione (in Francia ormai agli sgoccioli) e questo potrebbe favorire la presa d’attenzione ad una eventuale chiamata dall’Abruzzo.


Anche David Marin ha dimostrato che in Italia può dire la sua. Lo ha fatto a San Martino di Lupari, lo ha fatto altrettanto a Napoli. Si sta giocando i playoff a Saragozza, ma un’eventuale chiamata dai lidi pescaresi non passerebbe inascoltata. E non sarebbe affatto un’alternativa, perché i risultati ottenuti li ricordiamo tutti. In Italia e all’estero. 


Per cui non resta che aspettare come si svilupperanno gli eventi… Stay tuned!