27/02/2026 15:00

Agrigento, dopo Cefalù Burgio si attende conferme col San Vincenzo: "L'andata è stata di lezione"

La vera novità nell’Agrigento che domani ospita al Pala Moncada di Porto Empedocle l’Oratorio San Vincenzo, sarà l’assenza di Armando Burgio alla conduzione della squadra. 


“Non sarò in panchina per impegni familiari che mi terranno lontano dal match - spiega il tecnico - ma solo fisicamente”.


In attesa di capire chi rileverà le funzioni di Burgio (molto probabile che spetterà a Gabriele Di Marco), va detto che con il rientro del capitano Andrea Franco dalla squalifica, saranno confermati tutti i giocatori che ha preso parte alla vittoria trasferta di sabato scorso in casa della Real Sports. Ma tutto questo non ci ha impedito di intavolare con Armando Burgio una conversazione per fare il punto della situazione in casa agrigentina.


- Dalla sconfitta con l'Akragas, che ha lasciato parecchio amaro in bocca soprattutto per il finale, alla travolgente vittoria di Cefalù. Sembra quasi che ci sia voluto lo "schiaffo" del derby per giocare una partita ai limiti della perfezione sul campo della Real Sports. Mister, la tua riflessione a riguardo?


“Il derby con l’Akragas ci ha lasciato sicuramente amarezza, soprattutto per come è maturato il risultato nel finale, ma allo stesso tempo credo sia stato uno snodo importante del nostro percorso. Le sconfitte, quando avvengono contro una squadra di quel livello, possono avere due effetti: o ti ridimensionano oppure ti fanno crescere. Noi abbiamo scelto la seconda strada. Nel corso della settimana ho visto una reazione molto forte del gruppo, non tanto sotto l’aspetto emotivo quanto sotto quello mentale. I ragazzi hanno capito che per competere stabilmente ad alto livello non basta giocare bene per lunghi tratti, ma serve continuità, attenzione ai dettagli e maturità nei momenti decisivi. La gara di Cefalù contro la Real Sports è stata la risposta più bella: una partita interpretata con equilibrio, intensità e grande applicazione dei principi su cui lavoriamo dall’inizio della stagione. Più che uno ‘schiaffo’, il derby è stato uno specchio che ci ha mostrato dove migliorare. La cosa che mi rende più soddisfatto non è il risultato largo, ma il fatto che la squadra abbia dimostrato personalità e identità anche dopo una delusione. Questo significa che stiamo crescendo davvero come gruppo”.


- Terzo posto ormai consolidato e playoff virtualmente ipotecati. Alla fine, da matricola, l'Agrigento è andato oltre le previsioni oppure, per quelli che sono stati i valori espressi dal campionato, ci sono motivi di rimpianto da poter accampare?


“Se guardiamo al punto di partenza, è evidente che il percorso fatto dall’Agrigento Futsal vada oltre le previsioni iniziali. Da matricola l’obiettivo era costruire basi solide, creare identità e raggiungere una salvezza tranquilla senza sofferenze. Il fatto di trovarci oggi stabilmente nelle prime posizioni e con i playoff ormai a portata di mano certifica il grande lavoro fatto dalla società e soprattutto dai ragazzi. Detto questo, chi vive quotidianamente lo spogliatoio sa che dentro di noi esiste anche un pizzico di rammarico. Non per la classifica in sé, che resta assolutamente positiva, ma perché durante la stagione abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. In alcune partite abbiamo lasciato per strada punti legati più ad episodi e non buona gestione dei momenti che a differenze tecniche. Credo però che questo non debba essere vissuto come un rimpianto, ma come un segnale di crescita: significa che la squadra ha alzato il proprio livello di ambizione. Oggi l’Agrigento Futsal non è più una matricola che si accontenta, ma una realtà che vuole consolidarsi e continuare a migliorare. I playoff, se confermati, saranno soprattutto un premio al percorso e un’occasione per misurarci senza pressioni, ma con grande entusiasmo”.


- Domani vi attende un test da non poter prendere a cuor leggero con un Oratorio San Vincenzo che contro le grandi ha saputo sempre esaltarsi e il risultato dell'andata lo sta a testimoniare in maniera eloquente. Quella sconfitta cosa ha insegnato e quali consigli ha dato per impostare la prossima sfida?


“La gara d’andata è stata una lezione importante per noi. L’Oratorio San Vincenzo è una squadra che, soprattutto contro le formazioni di alta classifica, riesce sempre ad alzare ritmo, intensità e livello di aggressività, e in quella occasione noi non siamo stati all’altezza della partita sotto l’aspetto mentale prima ancora che tecnico. Sarebbe troppo facile parlare solo delle caratteristiche del campo o delle condizioni ambientali: nel futsal bisogna sapersi adattare e noi quel giorno non lo abbiamo fatto con la giusta maturità. Quella sconfitta ci ha insegnato che ogni gara va affrontata con lo stesso livello di attenzione, indipendentemente dalla classifica.

Sabato mi aspetto una partita molto diversa, perché il gruppo oggi ha maggiore consapevolezza. Dovremo imporre ritmo, essere ordinati nelle letture e soprattutto evitare di concedere entusiasmo a una squadra che vive molto di energia ed entusiasmo; serviranno equilibrio, pazienza e grande rispetto dell’avversario. Le partite difficili spesso sono quelle che arrivano dopo vittorie importanti: il vero passo in avanti sarà dimostrare continuità di atteggiamento. È questo il segnale che cerco dalla squadra”.