10/04/2026 15:00
Agrigento fermo in occasione dell’ultima giornata della C1 siciliana, che non comporterà grosse novità riguardo l’accoppiamento per i playoff regionali: l’abbinamento nel primo turno dei playoff è stato già definito col confronto con l'Isola C5 che sarà subito un vero e proprio spareggio. Argomento che, in occasione della sosta, affrontiamo con capitan Andrea Franco.
- Avete toccato con mano la pericolosità dell'Isola nel corso della stagione regolare, quali insidie presenterà questa sfida?
“Sappiamo bene che tipo di squadra è l’Isola perché l’abbiamo già affrontata: è una formazione molto tosta, che non molla mai ed è capace di restare in partita fino all’ultimo, come si è visto in campionato. Dovremo essere bravi a mantenere alta la concentrazione per tutta la gara, senza cali, perché nei playoff ogni episodio può fare la differenza. Allo stesso tempo, però, siamo consapevoli delle nostre qualità e del percorso che abbiamo fatto. Se affronteremo la partita con la giusta mentalità, attenzione e spirito di squadra, possiamo dire la nostra contro chiunque, come abbiamo già dimostrato”.
- Ai playoff con l'obiettivo di andare il più lontano possibile. Si dice che l'appetito viene mangiando, da uno a dieci quant'è famelico quello dell'Agrigento?
“Direi dieci. Quando arrivi ai playoff dopo una stagione così, è normale avere fame e voler andare fino in fondo. Ci siamo guadagnati questa opportunità con il lavoro e con i risultati, e adesso vogliamo giocarci tutto senza porci limiti. Sappiamo che sarà difficile, perché il livello è alto e ogni partita è una finale, ma abbiamo grande voglia di continuare a dimostrare il nostro valore. L’appetito è massimo, ma sempre con equilibrio e consapevolezza: umiltà, concentrazione e la voglia di non fermarsi qui”.
La “regular season” si è conclusa con la sconfitta, ininfluente, di Monreale. L’Agrigento, da matricola della C1, ha chiuso la prima parte del percorso al terzo posto. Che valore dai a questo piazzamento sicuramente benaugurante in vista dei playoff ma che va al di là dei meri aspetti legati al campo?
“E’ proprio così, ci sono stagioni che vanno oltre il campo, oltre i risultati. Stagioni che ti segnano dentro. È vero che ancora non abbiamo fatto nulla, ma io non smetterò mai di ringraziare i miei compagni, il mister e la società. Senza questa grande famiglia, senza questo gruppo straordinario, tutto questo non sarebbe stato possibile. Prima uomini, poi professionisti. E quando trovi persone così, tutto diventa più semplice, anche nei momenti più difficili. Ci davano per finiti tante volte - analizza Franco - dopo l’infortunio del nostro portiere Samuele Matina, fuori sette mesi per un intervento allo scafoide; dopo la partenza di Digao, dopo l’infortunio di Ayoub, capace comunque di segnare 34 gol nonostante mezza stagione saltata; dopo le partenze di Tabla e Saad, dopo l’arrivo sfortunato di Ayman (quaranta giorni di stop anche lui per un intervento allo scafoide, n.d.c.); con anche Catanese fuori circa due mesi per una distorsione alla caviglia; dopo la stagione travagliata di mio fratello Mirko Franco, iniziata con problemi fisici e finita con uno strappo che lo terrà fuori almeno fino alla semifinale; e infine dopo il mio di stop, proprio nel momento più importante della stagione che mi ha tenuto fuori per le ultime sette partite. Gioco da quando sono bambino e una stagione così sfortunata non l’avevo mai vissuta. Eppure, da neopromossi, siamo arrivati terzi. Ogni volta che perdevamo un pezzo, ci davano per spacciati e invece siamo sempre rimasti in piedi. Cosa dire a una società che è stata sempre pronta a intervenire? Quindi al nostro presidente Giovanni Palazzotto e al suo vice e direttore sportivo Salvatore Palumbo? a tutti i nostri dirigenti che ci sono sempre stati vicini? Cosa dire al mister Armando Burgio che non ha mai smesso di adattarsi e reinventarsi? Cosa dire ad una squadra che ha sempre reagito? La risposta è che prima di tutto siamo persone. Persone con valori veri. E questa società è stata capace di proteggerle, di tenere unito lo spogliatoio e di portare avanti il progetto anche nelle difficoltà. Abbiamo costruito qualcosa di speciale: un gruppo vero, una famiglia. E quando c’è questo, tutto diventa possibile. Adesso daremo tutto per vincere i playoff ed ottenere la promozione. Perché questa società, questa squadra, questa grande famiglia - conclude il capitano - se lo merita”.