12/12/2025 10:39
Nell’Agrigento Calcio a 5, Gabriele Di Marco ricopre un doppio ruolo: quello di giocatore (il classe 1997 è uno dei quattro portieri che fanno parte della rosa di Armando Burgio) e quello di componente dello staff dirigenziale. E la prima domanda che gli rivolgiamo, sapendo che per lui l’Agrigento ha rappresentato l’unica fonte di esperienza sportiva nel futsal, è come vive il ruolo da giocatore e lo condivide con quello da dirigente.
“Lo vivo con enorme entusiasmo. Quando indosso questa maglia, che io sia titolare, secondo portiere, in tribuna o in allenamento, so di dover dare sempre il massimo. Domani potrei essere chiamato in causa vista le assenze di Ronald e Marina (il primo squalificato, il secondo ancora in riabilitazione dopo l’infortunio patito a inizio stagione, n.d.c.), ma quello che faccio a prescindere, ogni settimana, é proprio dare il 100% al fine di farmi trovare pronto in qualsiasi momento. Allo stesso tempo, il ruolo dirigenziale mi permette di vivere a 360 gradi la società e dare un contributo in tutti gli ambiti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. E quando scendo in campo porto con me non solo la voglia di far bene come atleta, ma anche l’orgoglio di difendere un progetto in cui credo davvero fin dal primo giorno in cui sono entrato a farne parte”.
- Un piccolo passo indietro per tornare alla partita di Palermo, nella quale l'Agrigento ha tenuto a lungo il campo mantenendo il confronto in equilibrio ma pagando poi soprattutto la limitazione delle rotazioni. A parte il risultato avverso, la prestazione è stata caratterialmente buona?
“Penso che la prestazione di sabato scorso debba essere considerata positiva per diversi motivi: la squadra ha mostrato, sia sul piano del gioco che del carattere e della maturità, quelle che erano le risposte che la società e il mister attendevano dopo la partita contro l’Isola C5, soprattutto gli ultimi due aspetti, nei quali la squadra era stata particolarmente deficitaria nel secondo tempo. Chiaramente il risultato non ci soddisfa, perdere non è mai bello, però l’avversario era di primissimo livello: a inizio anno il Palermo C5 era una delle squadra attese come mattatrici di questo campionato, con un organico di primissimo livello per la categoria, fatto di giovani fortissimi e giocatori dalla grandissima esperienza; nonostante ciò, soprattutto nel primo tempo, siamo comunque riusciti a giocare un futsal di primissimo livello, a rispondere colpo su colpo e non uscire mai dalla partita, step al quale dobbiamo puntare come prossimo gradino del nostro percorso di crescita”.
Mancano due giornate alla fine del girone di andata e si può trarre un primo bilancio sul cammino della squadra di Armando Burgio. Tutto sommato, per una matricola il terzo posto può andare più che bene, ma in diverse situazioni gli episodi sono stati penalizzanti.
- Quale giudizio dai al vostro girone di andata? Quali sono stati gli aspetti maggiormente positivi di questa prima parte della stagione?
“Naturalmente dal punto di vista strettamente societario, siamo una squadra nuova, due anni fa lottavamo per la salvezza in C2 raggiungendola soltanto attraverso i playout, mentre oggi, come sottolineavi, siamo terzi in campionato ed a pochi punti di distanza dal secondo posto, nonostante siamo una neopromossa: un risultato sicuramente ragguardevole per noi e del quale siamo orgogliosi. Detto ciò, il gruppo, il mister e la dirigenza tutta sono consapevoli delle potenzialità che potremmo esprimere e che abbiamo visto finora solo a tratti, ma che dimostrano che c’è grande qualità in ognuno dei ragazzi che fanno parte della rosa. Il gruppo però è formato di ragazzi giovani, che devono crescere soprattutto sotto il punto di vista della maturità e della gestione dei momenti della partita, cosa che ci è spesso mancata durante l’anno. Collegandomi alla prima domanda, a Palermo abbiamo visto importanti passi in avanti sotto quel punto d vista e speriamo siano solo un punto di partenza per fare ancora meglio dalla prossima partita in poi”.
- Prossima partita, appunto, che vi vedrà tornare a giocare in casa con l'Atletico Monreale, squadra che guardando la classifica non dovrebbe incutere più timore del dovuto ma che andrà comunque affrontata mostrando soprattutto un grande livello di attenzione. Quale sarà la chiave di lettura ideale per affrontare questo avversario decisamente scomodo?
“La chiave di lettura é quella con la quale leggiamo tutte le partite: Mai sottovalutare l’avversario. Ogni squadra che troviamo in questa categoria è qui per un motivo e tutte possono metterti in difficoltà se non si entra in campo con la giusta concentrazione. L’Atletico Monreale é un gruppo che si trova in una posizione di classifica a mio parere bugiarda per quella che è la sua rosa: hanno ragazzi di valore, gente che gioca in queste categorie da anni e che se in giornata positiva possono fare malissimo in tantissimi modi. Quello che dobbiamo fare é ripartire dal primo tempo con il Palermo ed essere consapevoli che, mantenendo quel livello di concentrazione, seguendo il mister e facendo quello che proviamo in allenamento, non abbiamo nulla da temere contro nessun avversario”.