30/12/2025 09:15

Agrigento, stagione fin qui col segno più. Palumbo: "Siamo stati all'altezza di questa categoria"

“Il viaggio di questa prima metà di campionato possiamo dire che per la società è stato più che soddisfacente. Sicuramente rimane il rammarico di aver perso diversi punti in partite che secondo me erano all’altezza della rosa che abbiamo allestito. Siamo però una squadra giovane, e, per essere una neopromossa, posso dire da direttore sportivo che finora la stagione è stata più che soddisfacente”.


Sono le parole di Salvatore Palumbo, vice-presidente dell’Agrigento Futsal di cui anche direttore sportivo, chiamato a tracciare il bilancio di una prima metà di stagione che per i colori agrigentini può venire archiviata con un bel segno più. Ma con Palumbo siamo entrati più nello specifico di quello che è stato il percorso sia della società che della squadra in questa fase ascendente della stagione, sondando i vari aspetti organizzativi e tecnici che l’hanno caratterizzata.


- Sul piano della programmazione quali sono state le principali difficoltà alle quali vi siete trovati davanti nel passaggio dalla C2 alla C1?


“Il passaggio dalla C2 alla C1 è stato impegnativo soprattutto dal punto di vista organizzativo e gestionale. In C1 ogni dettaglio pesa di più: dalla costruzione della rosa, alla pianificazione degli allenamenti, fino alla gestione dei rapporti con società, arbitri e federazione. Per me, che ricopro per la prima volta il ruolo di direttore sportivo e vicepresidente, la difficoltà maggiore è stata entrare subito nella mentalità di una categoria più strutturata e competitiva, dove non si può improvvisare nulla. Abbiamo dovuto alzare il livello di programmazione, lavorare con maggiore anticipo e costruire un gruppo non solo tecnicamente valido, ma anche mentalmente pronto a sostenere un campionato così esigente. È stato un percorso di crescita importante, sia per me che per la società, e oggi possiamo dire che quelle difficoltà iniziali ci hanno permesso di creare basi più solide”.


- L’improvvisa partenza di Digao e la necessità di correggere in corsa il roster: quanto ha inciso questa defezione?


“La perdita di Digao ha pesato, inutile nasconderlo. Parliamo di un giocatore di grandissima esperienza, che avevamo scelto proprio per dare equilibrio, leadership e personalità alla squadra in un campionato difficile come la C1 siciliana. Il suo infortunio e il conseguente rientro in Brasile sono stati un imprevisto importante, che ci ha costretti a rivedere in corsa alcune scelte di programmazione. In questi casi, però, una società deve dimostrare solidità e capacità di reazione. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo valutato il mercato con attenzione e lavorato insieme allo staff tecnico per correggere il roster senza snaturare il progetto. Non è stato semplice, ma il gruppo ha risposto con grande maturità e questo ci ha permesso di rimanere competitivi nonostante le difficoltà”.


- Akragas lanciatissimo, Palermo alla portata potendo anche contare sullo scontro diretto casalingo nel girone di ritorno: obiettivo minimo il secondo posto? Ma l’Agrigento può ancora dire la sua nella volata per la Serie B?


“L’Akragas sta facendo un campionato straordinario e merita i complimenti di tutti: è una società della nostra stessa città, con una storia e un’esperienza in questa categoria superiori alle nostre, e questo va riconosciuto. Anche il Palermo ha una rosa di grande valore, quindi il livello del campionato è molto alto. Noi, però, siamo una neopromossa e, per come è nata questa stagione, possiamo dirci assolutamente soddisfatti del percorso fatto finora. Resta certamente un po’ di rammarico per alcuni punti persi nel girone d’andata, frutto soprattutto di situazioni che avremmo potuto gestire meglio. Fa parte del processo di crescita e dell’inesperienza di una squadra che si affacciava per la prima volta a questo livello, ma sono anche passaggi che ci hanno fatto maturare. Non ci poniamo limiti mentali e affrontiamo ogni partita con l’ambizione di crescere e migliorarci, ma allo stesso tempo siamo lucidi: l’obiettivo dichiarato resta quello di conquistare i playoff. Poi, se il lavoro quotidiano, la compattezza del gruppo e la spinta della nostra gente ci porteranno a giocarci qualcosa di ancora più grande, saremo pronti. Quello che conta è continuare su questa strada, con umiltà, identità e tanta voglia di dimostrare che l’Agrigento può essere protagonista anche in C1”.