12/02/2024 20:40
Non c'è tempo per leccarsi le ferite. Lo Sporting Altamarca, archiviata la cocente sconfitta di sabato scorso nello scontro diretto contro il Pordenone incassata nella diciottesima giornata di Serie A2 Elite, deve rialzare subito la testa ora che si profila all'orizzonte la gara contro il Città di Mestre, valida per i quarti di Coppa Italia. Domani sera, alle 20.30 presso il PalaMaser, la formazione trevigiana si gioca l'accesso alla Final Four di Policoro, obiettivo stagionale dichiarato per i biancoblù. Dunque, per avvicinarci al meglio al match di Coppa, ci siamo affidati alle previsioni di Giuliano Boscaro, il funambolico laterale ex Cornedo, che prima di tutto ci ha raccontato la sconfitta di due giorni fa incassata al PalaFlora.
- Giuliano, che ci puoi dire della sconfitta di sabato? Cosa non ha funzionato con il Pordenone? Avreste meritato qualcosa in più?
"La sconfitta di Pordenone purtroppo è stata tosta sotto ogni aspetto: risultato, defezioni fisiche e squalifiche. Abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo, non ci sono girati a favore alcuni episodi chiave, ma nonostante questo, non abbiamo mai mollato e fino alla fine abbiamo cercato di portare a casa almeno un pari, che a mio parere meritavamo, però non è arrivato".
- Pensi che questa sconfitta chiuda quasi ogni discorso per provare l'assalto al primo posto?
"Ho sempre pensato che il campionato fosse molto equilibrato, quindi non è detta ancora l’ultima parola, però pensandoci ora i punti sono parecchi da recuperare".
- Ora però c'è la sfida di Coppa Italia con il Mestre. Vincere significherebbe centrare l'obiettivo Final Four: cosa servirà per fare vostro il match?
"Come contro il Pordenone affronteremo la partita a testa alta e cercando di mettere molta intensità in campo, che alla lunga nel match potrebbe essere la chiave giusta per vincere. Sarà comunque un’altra gara, dove chi sbaglia meno e chi sfrutta al meglio gli episodi la spunterà, ma ci faremo trovare pronti anche perché abbiamo molta voglia di rivincita in generale".
Lorenzo Miotto
Foto: Marco Priarollo