04/04/2024 10:45
Che Davide Cerantola fosse un giocatore speciale lo si era capito fin dai tempi del Futsal Giorgione, quando il laterale classe 1999, sotto la sapiente guida di mister Angelo Robson Marani, cominciò fin da subito a stordire le difese di C1 veneta e di Serie B con la sua tecnica e la sua dinamicità. Poi la scorsa stagione il salto nella "vecchia" Serie A2, grazie alla chiamata dello Sporting Altamarca targato Luigi Pagana: l'impatto a Maser nella seconda categoria è stato strepitoso, a tratti devastante. Quest'anno invece, nella nuova A2 Élite, tutti si attendevano il superamento della prova del nove, la riconferma. E Davide, inutile dirlo, ha rispettato in pieno le aspettative; anzi, forse le ha pure superate.
Allora, dopo 45 gol in 56 presenze in maglia biancoblù, tra prestazioni totali di qualità e quantità che gli sono valse a buon diritto il soprannome di "Puma", senza dimenticare quei guizzi improvvisi e quelle giocate spacca-partita ribattezzate "cerantolate" (qualcuno dica alla Treccani di aggiornare il suo vocabolario…), ecco che arriva la chiamata più attesa di tutte, quella della Nazionale italiana. Una convocazione più che meritata quella in maglia azzurra per Cerantola in vista della Futsal Week di Porec in scena dal 10 al 14 aprile, con il ct Max Bellarte che ha deciso di testare le qualità della poliedrica ala veneta, confermando la qualità della formazione offerta dal Giorgione prima, dall'Altamarca poi, e premiando naturalmente la tenacia del ragazzo: perché come ha scritto il compagno di squadra Carlo Houenou sul proprio profilo Instagram complimentandosi con Davide, questa convocazione è la "dimostrazione totale che l'umiltà paga sempre".
In attesa dunque di avvicinarci al prossimo impegno di campionato con i Saints Pagnano di sabato, ne abbiamo approfittato per commentare insieme allo stesso Cerantola questa splendida notizia che segnerà un'indimenticabile 'prima volta' nella carriera del talento biancoblù.
- Davide, come hai saputo della chiamata della Nazionale? Qual è stata la tua primissima reazione? Ti saresti mai aspettato qualcosa del genere o sentivi che forse prima o poi sarebbe arrivata questa convocazione?
"Ho saputo la notizia dalla società e inizialmente non riuscivo a rendermi conto di cosa stesse succedendo: era un misto di felicità seguita da una grande emozione. Ci ho sempre sperato e l’ho sempre sognato questo momento".
- Dividerai lo spogliatoio con monumenti del nostro futsal e affronterai una manifestazione comunque probante: i tuoi obiettivi per questa esperienza in Croazia? Magari anche qualche piccola soddisfazione come una foto con Merlim, perché no?
"I miei obiettivi? Sicuramente dare il massimo di me per la squadra e per ripagare la fiducia data dal ct Bellarte. Una delle soddisfazioni più grandi sarà giocare con Merlim dato che è stato uno dei miei idoli fin da piccolo: la foto sicuramente non mancherà".
- La scorsa stagione, la prima in A2, è stata clamorosa; quest’anno ti stai confermando dimostrando di non essere arrivato a questo livello per caso. La tua avventura all’Altamarca così prolifica e positiva, ora la chiamata del ct Bellarte: credi di essere arrivato a un punto della tua carriera in cui puoi davvero lavorare per essere un giocatore di alto livello?
"Sì, ho fatto un grande stagione l’anno scorso e quest’anno sta andando bene, sperando di finire nei migliore dei modi. Questo traguardo della Nazionale lo devo anche alla società, al mister e ai compagni di squadra; continuerò a lavorare per migliorare il più possibile, cercando di arrivare in alto e prendermi altre soddisfazioni".
Lorenzo Miotto
Foto: Marco Priarollo