16/03/2026 16:02
Sabato l'Antenore Sport Padova, già conquistatore del girone C di Serie B, ha battuto in trasferta per 7-3 il Villafontana, confermando che anche dopo la matematica promozione in Serie A2 ha tutt'altro che mollato la presa e dimostrando così di voler mantenere fede al patto di onorare giustamente il campionato fino alla fine. Ma tornando nello specifico a parlare del salto di categoria compiuto dai patavini, riprendiamo a dare voce ad alcuni dei protagonisti, a partire da Giacomo Grieco, uno dei tanti prodotti del vivaio biancorosso che è riuscito a imporsi in prima squadra: dopo un traguardo del genere, quello di Grieco è comprensibilmente un fiume in piena di emozioni ripensando al decisivo 4-3 firmato in casa con il Versilia.
"Sicuramente, a distanza di qualche giorno, la prima cosa che mi viene in mente è la felicità che abbiamo provato in quegli istanti, in particolare quando è suonata la sirena finale: c’è stato un boato incredibile da parte di tutti i tifosi arrivati alla palestra Gozzano per tifarci. In quel momento è stata proprio un’esplosione di felicità, di gioia e di emozioni uniche, di quelle che nella vita capitano poche volte di provare. Ancora oggi faccio fatica a realizzare fino in fondo quello che abbiamo fatto; volendo essere onesti, non è la prima volta che ci troviamo a vivere un percorso del genere: già qualche anno fa eravamo arrivati ad un passo dal vincere un campionato, però per molti di noi, come per me, questa è la prima promozione conquistata vincendo il campionato. L’altra volta eravamo saliti tramite i play-off, che comunque resta una grande soddisfazione, ma vincere il campionato ha un sapore completamente diverso e un peso ancora maggiore soprattutto guardando il percorso netto che abbiamo fatto: mi viene da dire, senza nascondermi, che quest’anno abbiamo dominato il campionato. Dalla prima giornata fino ad oggi, a due partite dalla fine, siamo sempre stati davanti, giusto uno scivolone con il Balça in una partita poco brillante per noi, ma per il resto abbiamo sempre vinto e come detto in altre interviste, quando ci andava male portavamo a casa comunque un punto".
Focus su quello che è stato ed è il progetto del club.
"Un pensiero però che mi piacerebbe condividere, al di là delle emozioni provate è un pensiero che ha fatto anche capitan Crepaldi negli spogliatoi a seguito dei festeggiamenti. Quello che abbiamo fatto quest’anno è il risultato di un lavoro lunghissimo, che parte da molto lontano, è una vittoria che affonda le radici in una scelta fatta dalla società qualche anno fa: quella di puntare su di noi giovani. Una scelta che ci ha dato la possibilità di crescere, di sbagliare e di migliorare, ma sempre con la fiducia e il sostegno della società alle spalle. Per questo motivo credo che questa vittoria non sia solo dei giocatori, ma dell’intera società e della filosofia con cui ha scelto di crescere e costruire il proprio percorso. In tante realtà una promozione come questa arriva investendo tanti soldi, prendendo giocatori già affermati provenienti da categorie superiori. Noi invece ci siamo arrivati in un altro modo, che secondo me è il più bello possibile: investendo sui giovani e costruendo il gruppo nel tempo. Da fuori qualcuno ha detto che eravamo una squadra costruita per vincere. Io non credo assolutamente che sia così. Penso piuttosto che siamo diventati una squadra capace di vincere e c’è una grande differenza: una squadra costruita per vincere nasce spendendo per ottenere subito un risultato; noi invece siamo cresciuti anno dopo anno, attraverso sacrificio, dedizione, passione e un forte attaccamento alla maglia e alla società. Se devo chiudere con una parola, allora dico semplicemente grazie: grazie alla società che ha creduto in noi giovani e ringraziamento speciale va anche ai tifosi che ci hanno sostenuto sempre, dal primo all’ultimo momento di questo percorso".
- Conosci i tuoi compagni alla perfezione, con loro ci giochi da anni, fin dalle giovanili. C'è stato un momento in cui guardandoli negli occhi, hai capito che sì, in A2 ci si poteva davvero andare?
"Partendo dal presupposto che ho sempre pensato, fin dall’inizio della stagione, che avessimo le carte in regola per vincere il campionato, durante l’anno ci sono stati diversi momenti in cui ho avuto la sensazione che potesse davvero essere l’anno giusto. Mi vengono in mente alcune partite in cui, anche quando le cose si stavano mettendo male, siamo comunque riusciti a portare a casa qualcosa. Penso ad esempio al pareggio a Piacenza contro il Baraccaluga, una partita complicata anche per alcune assenze dell’ultimo momento, dove siamo comunque riusciti a strappare un punto prezioso. Oppure alla gara di Bagnolo, in uno dei momenti meno brillanti della nostra stagione: anche lì siamo riusciti a reagire e a portarci a casa un pareggio da una situazione che si stava mettendo male. In realtà tutto il girone di ritorno è stato un po’ così. Penso alla trasferta di Livorno, quando eravamo sotto 2-1 e siamo riusciti a ribaltarla nel secondo tempo, oppure alla partita di Siena contro Le Crete, dove abbiamo fatto una prestazione davvero importante su un campo molto difficile. Se però devo indicare un momento chiave della stagione, penso alla partita di Firenze contro la Mattagnanese. Siamo riusciti a segnare il gol della vittoria a venti secondi dalla fine ed è stato un momento incredibile. Non solo per come è arrivato il gol, ma anche per il peso che aveva quella partita in quel momento della stagione. La settimana successiva ci saremmo giocati lo scontro diretto in casa contro il Balça e arrivarci senza i tre punti avrebbe significato presentarsi con il vantaggio ridotto e con tutt’altra pressione addosso. Invece riuscire a vincerla così, all’ultimo secondo, ci ha permesso di mantenere il distacco e di vivere quella settimana con una serenità completamente diversa. Ricordo che negli spogliatoi, subito dopo la partita, mi sono avvicinato al mister e gli ho detto: “Mister, questo campionato lo portiamo a casa.” Perché in quel momento ho avuto davvero la sensazione che qualcosa stesse girando dalla nostra parte. Poi abbiamo vinto anche lo scontro diretto con il Balça e da lì in avanti è stato soprattutto un discorso di continuità: portare a termine il lavoro iniziato".
l.m.
In foto: Giacomo Grieco in mezzo tra Diego Papi e Leonardo Locrati