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15/06/2022 00:00

Ariccia sul tetto d'Italia. Popa e quella doppietta della provvidenza: ''Momenti indimenticabili''

Il Comune di Ariccia premierà oggi i giocatori della Cioli che si sono laureati campioni d’Italia nella categoria Under 19 trionfando nella Final Four disputata a inizio mese a Salsomaggiore Terme. Il riconoscimento da parte dell’amministrazione cittadina al valore di questi giovani, che si sono fregiati dello scudetto mettendo in fila due autentiche società simbolo del futsal giovanile, la Fenice e l’Aosta, battute rispettivamente in semifinale e in finale dalla squadra allenata da Everton Gonçalves Pires, per tutti Rosinha.

Sono passati diversi giorni ma il ricordo di quello che è accaduto a Salsomaggiore è fisso davanti agli occhi di tutti i protagonisti. Daniel Popa è stato uno di quelli che hanno lasciato il segno sul trionfo tricolore. 19 anni, laterale mancino, da dieci stagioni alla Cioli Ariccia, nel corso dell’ultima stagione ha messo a segno 26 gol, due nella finale con l’Aosta.

- Daniel, quali sono le sensazioni che vivi oggi? Le senti forti come quelle provate nel momento in cui ha vinto lo scudetto?

“Si, certo, è un ricordo indelebile che rimarrà nelle menti di tutti. È stato un percorso iniziato tantissimo tempo fa e si è concluso con questa vittoria stupenda. Ad essere sincero, le sensazioni e le gioie in questo momento sono ancora più forti, perché realizzi appieno quello che hai fatto, le intense ore di allenamento e il sacrificio che ognuno di noi ha dovuto fare per ottenere questa vittoria. Ti rendi conto di aver fatto qualcosa di straordinario solo dopo averlo realizzato”.

- Tu hai avuto un ruolo di grande importanza nella partita contro l'Aosta, segnando una doppietta, dalla tua metà campo, che ha pesato tantissimo sul risultato finale. Ricordaci quei momenti...

“Sono stati dei momenti indimenticabili per me, segnare una doppietta in una finale scudetto, e di destro poi, essendo io mancino… non è una cosa che capita tutti i giorni. Alla fine preferisco dare l’importanza dei gol non per me, ma per la squadra, sono stati dei gol che hanno spezzato la partita e ci sono serviti per raggiungere il tricolore. Sono felice che sia andata così”.

- Il segreto di questo successo è stato più volte indicato anche dai tuoi compagni nella compattezza del gruppo. Se devi trovare qualche altra qualità per spiegare i motivi della vostra vittoria, quali esalteresti?

“Già il fatto che tutti sottolineano l’unione di questo gruppo è perché evidentemente è così. Prima di essere una squadra, siamo un gruppo di amici che sono cresciuti tutto insieme. Ovviamente il gruppo ha fatto la differenza, ma anche le qualità di ogni singolo compagno ha contribuito alla vittoria. Ti dico solo che alla fine di ogni allenamento tutta la squadra voleva rimanere ancora cinque minuti in più per allenarsi, era un chiaro esempio da parte di tutti noi che potevamo raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo dimostrato di essere una squadra completa, ci sono compagni che saltano l’uomo, che difendono, altri devastanti sotto porta: una squadra completa al cento per cento, a 360°”.