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25/06/2021 23:20

Capitano mio capitano… Meta Catania, Musumeci sta pensando a un futuro lontano dalla sua Sicilia?

La stagione da poco andata in archivio resterà senza dubbio indimenticabile per la Meta Catania. Guardare al termine della finale di ritorno tutti i componenti della squadra e della dirigenza etnea, festeggiare come se lo scudetto l’avessero vinto, fa capire come ci siano tutti i motivi per essere soddisfatti dell’operato. Ma il secondo posto di Pesaro è un risultato che parte da lontano, che si basa su anni di programmazione, di coinvolgimento nell’hinterland catanese di tante scuole calcio, di lavori congiunti e clinic tecnici, in poche parole, significa saper valorizzare il proprio territorio e le proprie risorse, facendo rete.

E la riprova che programmare a lungo termine, impiegare professionisti per la crescita dei giovani, la Meta Catania ce l’ha nella sua filosofia sportiva. L’esempio è Carmelo Musumeci. Esempio di abnegazione, di costanza, di grinta e di voglia di raggiungere quello che è divenuto oggi, a 29 anni, nel pieno della sua maturità sportiva. Un capitano carismatico, un leader dentro e fuori dal campo, un giocatore decisivo, incisivo, e che può godersi anche il secondo posto ottenuto dalla sua Meta in questa stagione. Risultati che non si sarebbero realizzati senza il lavoro svolto negli anni e che da anni la dirigenza guidata da Enrico Musumeci, ha portato avanti con estrema lungimiranza: di tutto questo oggi si raccolgono i frutti, Carmelo è anche diventato un punto di riferimento della Nazionale di Max Bellarte, anche in questo caso con la fascia di capitano al braccio. Non ne sa proprio fare a meno... E Musumeci non è il solo: in rampa di lancio ci sono anche i vari Messina, Dovara, Silvestri e tanti altri prodotti della “cantera” etnea che faranno presto parlare di sé.

Tornando a Musumeci, si diceva dei suoi 29 anni e del suo essere pronto, maturo, per vivere un’esperienza al di fuori del contesto territoriale catanese. È ormai un top-player del futsal italiano, una garanzia. Se già a maggio della scorsa stagione sul golden-boy etneo si erano fatti avanti almeno tre club di vertice, dopo il secondo posto di quest’anno è lecito attendersi che il futuro del capitano possa essere lontano dalla sua Sicilia, per completare definitivamente il suo processo di maturazione e, perché no, provare anche a vincere dei titoli di prestigio. 

Cosa succederà lo capiremo con l’evolversi della situazione.