27/02/2026 15:00
Vincenzo Castiglione è uno di poche parole. In verità preferisce i fatti alle teorie e lo dimostra anche nel momento che cerchiamo di coinvolgerlo per parlare della prossima sfida che attende la capolista Clamar Akragas, avviata a passo deciso (e imbattuta) verso la promozione in Serie B.
Fin qui è stato un campionato trionfale per la squadra di Enzo Fecondo, alla luce delle 22 vittorie consecutive ottenute lungo un percorso dove solamente l'incidente di percorso con la Bonifato, in Coppa Italia, ha impedito di parlare di una stagione esaltante. Insomma, c'è poco da dire: i numeri parlano chiaramente e il giovane portiere agrigentino, classe 2003, approdato al futsal dopo una militanza nell'Akragas Calcio, non può far altro che concordare.
“Assolutamente, vorrei dirlo all’ultimo ma è troppo… inevitabile. E’ stata un’annata semplicemente meravigliosa”.
- A proposito di numeri, quelli che ti riguardano rafforzano ulteriormente il dominio dell'Akragas: subire 40 gol in 22 gare se non è un record poco di manca. Ti senti un protagonista con qualche merito in più per questo primato?
“Sicuramente essere la miglior difesa non mi vede da solo come protagonista ma è un aspetto che coinvolge tutta la squadra e soprattutto il mister, che lavora in maniere maniacale sulla fase difensiva”.
E quando a Vincenzo chiediamo se a breve si potrà iniziare a parlare di promozione, la risposta è tutto dire.
“Sono scaramantico, non dico niente!”.
A proposito di corsi e ricorsi storici, sabato la capolista salirà ad Alcamo per il quarto atto stagionale con la Bonifato. Inutile dire che il risultato della Coppa è rimasto una ferita aperta, per cui...
“Per cui si deve andare ad Alcamo per vincere anche perché sogniamo il record”.
L’ultima domanda che poniamo a Vincenzo è francamente di quelle inevitabili.
- Fai parte di una famiglia votata al futsal: tuo padre Giuseppe allena da anni a Canicattì, tuo fratello Andrea gioca nell'Agrigento e ultimamente, nel derby, ti ha anche dato… un doppio dispiacere. Come vivi questa situazione un po' particolare, intanto riguardo la rivalità sportiva con Andrea e poi sul piano del rapporto con tuo padre allenatore?
"Ma la vivo in maniera molto tranquilla e divertente questa sana rivalità, è sempre bello giocare contro il proprio fratello... ma un po’ di meno quando ti fa due gol. Per mio padre posso dire averlo avuto come allenatore: mi ha fatto crescere tantissimo a livello umano e a livello tecnico tattico".