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25/11/2025 10:30

Champions, un dubbio che assale dopo lo 0-11 di AEK-Sporting. Anche con la Meta sarebbe finita così?

Il dato che balza immediatamente agli occhi leggendo i risultati delle gare di andata degli ottavi di finale di Champions è inevitabilmente il risultato di AEK-Sporting Lisbona. Non tanto per l’esito dell’incontro in sé e per sé, quanto per un riscontro statistico che francamente lascia perplessi. Lo Sporting ha vinto ad Atene col punteggio, per certi versi clamoroso, di 11-0 e questo già da solo apre la porta di una discussione che pone immediatamente un punto di domanda: di un altro pianeta i lusitani, che per carità conosciamo benissimo per i risultati ottenuti a livello internazionale da quindici anni a questa parte, o i greci sono diventati improvvisamente brocchi per prendere una legnata del genere per di più in casa?


Ma la domanda ulteriore che il cronista si pone è anche un’altra. Passi l’occasionalità del risultato, ma se a giocare contro lo Sporting fosse stata la Meta Catania avremmo assistito alla medesima partita? Diciamo subito una cosa: la formazione dell’AEK schierata ieri sera da Emmanouilidis contro lo Sporting non solo era la stessa che ha affrontato il 30 ottobre scorso la Meta al PalaCatania pareggiando per 3-3, ma presentava nei 14 della lista il portiere-capitano Aronis, che a Catania non giocò quella partita per squalifica venendo sostituito da Michalitsis (che fece il fenomeno prima di infortunarsi), per cui contro Merlim e soci ha giocato il miglior AEK possibile. E qui sorge l’ulteriore dubbio che rafforza semmai l’interrogativo di partenza: Sporting di un altro pianeta o la stessa sorte sarebbe toccata anche alla Meta?


Il paragone che viene immediato fare è il precedente più recente di un confronto tra i Leoni di Lisbona è una squadra italiana, ossia l’ultimo match del Main Round della Champions 2022/2023 disputato ad Aversa che vide in campo la Feldi Eboli. Finì 5-0 per lo Sporting, che in effetti si rivelò una spanna superiore agli allora campioni d’Italia, ma non tale da irretire così clamorosamente i nostro portacolori come è successo ieri sera ad Atene, dove il primo tempo si era chiuso sul 3-0 per i portoghesi che nella ripresa sono andati a segno otto volte di cui sette nell’ultimo quarto o poco più di gara! Fatto sta, alla statistica gli ottavi di Champions consegnano un 11-0 che sicuramente farà discutere per un po’ di tempo i cultori della più importante rassegna continentale per club. Anche se poi non è stato l’unico risultato di così ampio margine.


COSI’ L’ANDATA DEI QUARTI - In effetti c’è un altro dato che si evince dando uno sguardo sommario ai risultati di ieri: nelle sette gare (l’ultima, quella tra Hit Kiev e i tri-detentori del Palma si giocherà oggi a Berettyóújfalu, in Ungheria) non è stata registrata nemmeno una vittoria delle squadre di casa, ma solamente due pareggi: il 3-3 tra i kazaki del Semey e i polacchi del Piast Gliwice, che ricordiamo hanno fatto tirare il collo al Cartagena campione di Spagna rischiando di vincere il Gruppo 1 del Main Round giocato in Spagna; e l’altro 3-3 tra il Prishtina e il Riga (l’ex squadra di Ricardinho) dove giocano tra gli altri giocatori del calibro di Diego Roncaglio (portiere della Nazionale brasiliana), Claudino e quel Bruno Coelho che qualche nostalgico si ricorderà un paio di anni fa al Napoli.


Poi, come detto, solo successi esterni. E se si esclude il comodo 4-1 dell’Etoile Lavalloise di Mohammed (ex CMB) e Lutin (ex Meta) a Hjorring (laddove lo scorso anno proprio i catanesi fecero il tiro al bersaglio), al quale sommiamo il non certo facile - ma netto - 7-3 del Kairat sul campo dell’Anderlecht del “nostro” Cainan De Matos e degli ex italiani Grello, Rangel e Dillien (chi se lo ricorda nel Sala campione di Serie B nella stagione 2020/2021?), agli archivi di questo primo atto degli ottavi vanno anche il 9-0 del Benfica in casa degli azeri dell’Araz Naxçivan e il 9-1 del Cartagena di Motta (assente) e Waltinho (ex Luparense) a Malta contro il Brazil-Luxol St.Andrews, che vogliamo ricordare ha staccato il biglietto per gli ottavi grazie alla migliore differenza reti rispetto ai serbi del Loznica-Grad nel Gruppo 3 del Main Round dominato dal Benfica, e chissà per quale oscuro arcano si sono ritrovati tra le prime sedici d’Europa (meglio cioè della Meta). 


Scusateci, ma qualche conto proprio non ci torna…