03/04/2026 09:00
Dovrà aspettare un’altra settimana la Clamar Akragas per il fatidico “rompete le righe”. Eppure, con il campionato di fatto già terminato da un pezzo, la squadra di Fecondo dovrà nuovamente fermarsi nel Sabato Santo agonistico della C1 siciliano, scherzo di un calendario che impone un turno di sosta che sarebbe stato evitato ben volentieri dopo otto mesi al galoppo.
Ma la pausa della penultima giornata offre la possibilità di interfacciarci con Alessandro Ruvio, che alla seconda stagione in maglia agrigentina ha potuto brindare ad una storica promozione in Serie B.
- Alessandro, quali emozioni ha suscitato la vittoria del campionato, nonostante la promozione sia stata ottenuta in maniera trionfale e con diverse giornate di anticipo?
“La vittoria di un campionato ti dà delle soddisfazioni sempre nuove, seppur non importa come si vivano. Dopo tanti sacrifici, gli sforzi sono stati ripagati nel migliore dei modi. E ancora più emozionante è stato riportare questa società dove merita di stare”.
- Ti aspettavi una stagione dominata su larga scala? Cosa ti ha soddisfatto più di ogni altra cosa del percorso fatto dalla Clamar Akragas?
“Sapevano di essere una bella squadra, ma come ho già detto, se abbiamo fatto una gran campionato è stato grazie alla forza del gruppo. Dopo due anni - sottolinea il 22enne universale agrigentino - ho capito che la vera arma in più era il collettivo, soprattutto quest’anno che abbiamo raggiunto, nel corso delle settimane, l’obiettivo che ci eravamo prefissati”.