17/03/2026 21:32
Se c’è qualcuno che ha contribuito in maniera determinante alla promozione della Clamar Akragas quello è il direttore generale Giuseppe Paradisi, colui che nella sostanza ha fatto da catalizzatore dei giocatori nella composizione dell’organico che Enzo Fecondo ha condotto alla trionfale vittoria nel girone A della C1 siciliana. Ma quali emozioni ha suscitato in Paradisi la vittoria del campionato, nonostante la promozione è arrivata in maniera trionfale e con ben quattro giornate di anticipo sulla conclusione del campionato?
“Devo dire che la vittoria di questo campionato mi sta regalando tante emozioni. La soddisfazione personale ad esempio per la maniera in cui è arrivata: netta, decisa e senza tanti fronzoli, dimostrando con i fatti che le competenze pagano; ma mi ha anche commosso, essendo la prima dopo la scomparsa di mio padre, ottenuta con tanti amici di vecchia data e ragazzi visti in pratica crescere. Una promozione che ha un sapore speciale forse, anche perché è venuta dopo essere tornato nella mia città dopo una promessa fatta a dei cari amici… e ovviamente mantenuta”.
- Ti aspettavi una stagione dominata su larga scala? Cosa ti ha soddisfatto più di ogni altra cosa del percorso fatto dall’Akragas?
“Mi aspettavo una grande stagione ma non così dominante. Sono abbastanza onesto, pensavo di aver costruito insieme alla società e allo staff una bella squadra, ma sono rimasto ugualmente colpito dalla fame e dalla voglia che tutti hanno messo per conquistare l’obiettivo: credo che questa voglia, insieme al fatto di essere un grande gruppo, sia stata il vero segreto. Oppure la verità è che, semplicemente, siamo stati i più forti”.
- Sei più soddisfatto per le intuizioni che hanno portato alla costruzione della rosa poi risultata stravincente o per il modo con il quale l’Akragas ha sbaragliato la concorrenza?
“Devo dire sono più soddisfatto per il modo in cui si è arrivati a centrare l’obiettivo. Del resto, escludendo Granata che non conoscevo ma che abbiamo studiato per capire se poteva essere lui ciò che ci serviva; ed Angelo Iacolino, che avevo già visto giocare in estate, sono arrivati tutti ragazzi con cui avevo già lavorato, quindi da questo punto di vista ero abbastanza sereno. Quello che mi ha soddisfatto di più è invece il modo in cui i più esperti si sono calati nella parte aiutando anche i più giovani e il modo in cui i nuovi si sono inseriti ed integrati subito: questo mi aveva fatto capire fin da subito che sarebbe stata una bella stagione. Onore a loro e allo staff che li ha guidati, se lo meritano”.