26/10/2025 11:15
La Roma 1927, già nell’era Olimpus, si è imposta negli ultimi anni come una delle migliori realtà d’Italia nella crescita di talenti “fatti in casa” e nella ricerca di giovani promettenti sparsi per il Paese. È questo il caso per esempio di Gabriel De Simone, classe 2006, arrivato nella Capitale due estati fa dal Napoli Calcetto e che in questo primo biennio romano ha vinto tutto con l’Under 19 da protagonista; l’anno scorso, tra l’altro, è diventato vicecapitano della formazione giovanile giallorossa.
Questa nuova stagione sta rappresentando, però, un altro passo in avanti per De Simone, che è stato di fatto aggregato alla prima squadra, ricoprendo nel frattempo un ruolo fondamentale nella nuova seconda squadra che prende parte alla Serie B. Senza dimenticare alcuni conti da chiudere in Under 19, come ci sottolineerà Gabriel stesso.
- Com’è iniziata la stagione per la Squadra B? E’ un progetto che può finalmente valorizzare quella fase di transizione tra Under 19 e prima squadra?
“La stagione in Serie B è iniziata nel migliore dei modi, sia per me che per la squadra. Io ho esordito nella categoria con la fascia di capitano ed ho segnato il primo gol: meglio di così non potevo immaginare. Ovviamente per la squadra è stata un vittoria importante, anche se come dice il mister non guarderemo mai la classifica, ma ci concentreremo sui progressi individuali e collettivi. Indubbiamente questa categoria è da considerare come un ponte verso la Serie A”.
- Nelle ultime due stagioni hai vinto tutto quello che potevi vincere con l’Under 19 e non solo, se pensiamo a Future Cup e Torneo delle Regioni. Il fatto di giocare ora in Serie B, contro giocatori navigati, vi costringerà ad avere ambizioni meno “risultatiste” e più concentrate sulla crescita individuale-collettiva?
“Premetto che abbiamo ancora qualcosa da dire nell’Under 19, con la prossima Supercoppa: vogliamo chiudere un ciclo incredibile con il sesto trofeo per poi consegnare il testimone ai 2008 e 2009. Per quanto riguarda la Serie B, società e mister non ci hanno chiesto nulla. Come detto, dobbiamo solo crescere individualmente e di squadra e poi alla fine vedremo dove saremo arrivati”.
- Personalmente che aspettative nutri per questa stagione? Che obiettivi personali ti sei posto?
“Voglio fare bene, crescendo come uomo e calciatore, con un occhio sempre alla Serie A. Spero di fare bene per me, per la squadra, per il mister e per la società che mi ha dato tanta fiducia”.
- Si può imparare da tutti, certo, ma c’è un giocatore in particolare a cui cerchi di rubare i trucchi del mestiere?
“Sinceramente non ho un giocatore a cui mi ispiro, ma allenandomi con campioni di livello mondiale come Lucho Avellino, Rodolfo Fortino e Nicolás Sarmiento, giusto per fare qualche nome, provo a seguire il loro esempio, dentro e fuori dal campo”.
- Ci lasci sbirciare nel tuo cassetto dei sogni? Qual è il più grande al suo interno?
“Ovviamente sto facendo tanti sacrifici da anni per un unico obiettivo: vivere di futsal. È lo sport che amo ed è quello che voglio fare per sempre”.
elle.emme