02/06/2025 21:20
Dietro il successo della Dibiesse Miane Under 21 nella corsa scudetto c’è anche lui, un uomo che incarna la storia trentennale del club di cui è stato ed è tuttora uno dei principali dirigenti e di cui ha ricoperto il ruolo di presidente tra 2020 e 2023. Parliamo naturalmente di Claudio Buso, che possiamo tranquillamente definire come l’anima della società trevigiana, un punto di riferimento per tutti, soprattutto da un punto di vista umano: anche se a livello operativo si è voluto un po’ defilare per favorire un ricambio generazionale nelle gerarchie dell’organigramma, grazie alla sua esperienza rimane un faro per tutta la Dibiesse Miane in ogni sua componente. Abbiamo quindi voluto intercettare anche le sue di sensazioni, dopo un trionfo come quello di Cesena che per un paesino di poco più di due mila abitanti rappresenta davvero un'impresa.
“Tutto è frutto di un lavoro cominciato una decina di anni fa – racconta Buso, - quando con tanta pazienza abbiamo deciso di puntare sui giovani. Ricordo che comunque operiamo in un territorio che numericamente non ci dà grandissimi possibilità di scelta; i ragazzi sono pochi e di certo non possiamo permetterci di fare selezione. Questo traguardo dunque non può che rendermi felice, anzi più che felice”.
- Ti abbiamo visto davvero emozionato, soprattutto per i ragazzi; la chiave per dare continuità alla longevità di questo club è forse proprio questa? Cioè, che al centro del progetto ci siano prima le persone e la loro crescita, e solo dopo l'ambizione dei risultati?
“Assolutamente sì, è ciò che mi ha insegnato il precedente presidente Luigi De Biasi: si deve puntare sul territorio. È chiaro poi che in Serie C1 c’è bisogno anche di gente esterna, negli ultimi anni ci sono stati un po’ di problemi, tra cui alcuni giocatori che andavano via, magari proprio perché la priorità non erano i risultati; poi come detto, i giovani da pescare sul territorio sono pochi, anche perché sta cambiando il loro modo di vedere lo sport. Le persone tuttavia vengono prima di tutto, il resto viene da sé. In questo senso, anche il passo verso l’ingresso del ds Luca Gatto è stato fatto per poter costruire una squadra da Serie C1 con giocatori esperti, permettendo anche ai giovani di sfruttare questa possibilità di crescere: anche se ho solo tre giovani, loro devono crescere e cresce davvero è possibile già in C1, un po’ meno se giocassimo in D o in C2”.
- Questa vittoria dà anche un grande slancio per la prossima stagione; si ripartirà con ancora più entusiasmo e fiducia?
“Parto dal presupposto che a inizio stagione abbiamo incontrato Luca Gatto, poi diventato nostro ds, che mi ha dato già di per sé grandi stimoli: è una persona lungimirante e capace, e anche se ha ancora dell’esperienza da accumulare, è uno che corre. Quindi ora il nostro obiettivo sarà allestire una società che si possa adeguare a una persona come lui, per stimolare poi lo stesso ambiente e dare anche a me la possibilità di rifiatare. Ci sono ancora delle lacune che forse non sono riuscito a colmare io, per questo la nuova presidente Isabel Zanin può davvero costruire qualcosa di nuovo e giovane. Dobbiamo ringraziare Luca, consapevoli che dobbiamo correre per non perderlo, perché rappresenta una grossa opportunità da cavalcare”.
Lorenzo Miotto
Foto: Divisione Calcio a 5