04/06/2025 17:25

Dibiesse Miane, U.21 tricolore! Gatto: "Non era nelle previsioni iniziali, poi l'abbiamo voluto"

E' ancora tanta l'euforia in quel di Miane, dopo la vittoria della Dibiesse Under 21 nella finale scudetto giocata domenica al Carisport di Cesena. Alla fine del match, sul parquet dell'impianto romagnolo abbiamo intervistato un altro degli artefici di questo successo, il direttore sportivo Luca Gatto (in foto al centro con lo staff tecnico dell'Under 21), che ha avuto un ruolo importante anche nel compattare tutto il collettivo.

“È stato un trionfo, un traguardo storico - così ci risponde quando gli chiediamo di commentare la vittoria dei trevigiani. - All’inizio dell’anno non era minimamente nelle previsioni, tanto che eravamo partiti con una sconfitta per 6-3, ma da lì in poi ci siamo compattati ed è venuto fuori il cuore della Dibiesse Miane e dei suoi ragazzi. A loro, allo staff e alla dirigenza va un grande grazie. È un risultato storico che volevamo per tutto il nostro ambiente sportivo, per il comitato veneto e soprattutto per i nostri tifosi”.

- Questa vittoria può rappresentare qualcosa di importante anche per il futuro? Anche in ottica di Serie C1, puntando su un blocco di questi giovani come già è stato fatto quest'anno?

“Sì, esatto, ci saranno ancora come già è successo nell'ultimo campionato. E ti diro di più; quando qualche mese fa si ipotizzava che l'obbligatorietà degli under sarebbe stata tolta dal prossimo campionato di Serie C1, avevo già cercato altri under perché lo spirito della Dibiesse sono i giovani; quindi, indipendentemente da come sarebbero andate le cose, noi abbiamo deciso di puntare ancora su qualche senior con il blocco dell’under che sarà fondamentale. Lo è sempre stato negli anni e lo sarà anche in futuro”.

- Sappiamo il ruolo che hai avuto nella squadra, anche nelle vesti di mental-coach; ti senti un po' il papà o lo zio di questi ragazzi?

“Sicuramente potrei essere il padre o lo zio di tutti quanti. Ho assunto il ruolo di mental-coach e di motivatore perché so che è importante, soprattutto in questi momenti, allenare più che le gambe la testa e la convinzione, perché a molti ragazzi non era mai capitato di stare su un palcoscenico del genere. Ho raccontato loro la metafora dell’addestratore di pulci; sono andato al circo e sai che le pulci saltano tutte tre o quattro metri, ma dentro una teca loro saltavano tutte trenta centimetri. Ho chiesto quale fosse il trucco all'addestratore, lui ha risposto: “Se metti una teca di vetro, loro saltano sbattendo la testa e alla decima volta capiscono di dover saltare trenta centimetri”. Ai ragazzi allora ho detto che la teca invece l’avevano tolta, che potevano saltare tre-quattro metri e  che potevano raggiungere il traguardo”.  

l.m.