31/10/2025 19:00
Dopo l’esonero choc di mister Stefano Bosco (dopo solo tre gare di campionato e con sei punti in classifica), la Drago riparte da mister Antonio Marletta che vanta una significativa esperienza nel settore giovanile della Meta Catania (all’attivo una finale Scudetto, una di Coppa Italia e una di Supercoppa).
Marletta ha iniziato la stagione in D prima di ricevere ed accettare la proposta dell’ambiziosa dirigenza della Drago Acireale: il suo cammino inizia subito con la complicata trasferta di Viagrande. E’ lo stesso Marletta a fare il punto con quelle che sono anche le prime dichiarazioni da allenatore dei granata.
- Dalla Serie D alla guida di una formazione fra le più titolate per il salto in A2 e piena zeppa di giocatori con un curriculum pesante: che effetto fa?
“Il lavoro dell‘allenatore cambia poco in questo senso. Penso che noi allenatori siamo uno "strumento" che deve mettere a disposizione dei ragazzi in campo delle soluzioni tattiche su cui appoggiarsi durante la partita. La differenza di categoria sta nei giocatori che poi sono i protagonisti principali: ovviamente qui ci sono giocatori più forti tecnicamente e con lettura diverse e questo rende il mio lavoro più semplice”.
- Con chi fra dirigenza e giocatori della Drago hai avuto modo di incrociarti in passato?
“Quasi con tutti, in realtà. Sono passato già due volte da Acireale come giocatore quindi conoscevo già molti dirigenti e anche giocatori con cui sono stato compagno, o avversario, in campo sia ad Acireale che alla Meta”.
Le prime parole che hai detto quando hai chiuso la porta degli spogliatoi e sei rimasto con la squadra?
“Sinceramente in una settimana c'è stato poco tempo per parlare e anche per lavorare sul campo. Ci siamo concentrati più sul lavoro avendo poco tempo a disposizione e con una partita già dietro l’angolo. Ci sarà tempo più avanti per parlare”.
- Subito Viagrande, un campo piccolo, in taraflex ed una formazione agguerrita: che gara ti aspetti?
“Mi aspetto una partita difficile. Il campo piccolo non lascia spazio o margini di errore, credo che questo porterà ad alzare l’asticella dell’intensità della partita. Per questo motivo e con solo quattro allenamenti alle spalle difficilmente si riuscirà a vedere un gioco fluido o dei principi che ci vorrà tempo per costruire: dovremo cercare di essere tecnicamente il più puliti possibile e soprattutto di mettere la loro stessa intensità su ogni contrasto e sulle seconde palle”.