11/05/2026 20:24
Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Un ritornello che è un concentrato di verità, vestendo alla perfezione la storia di Massimo Rossi e del Fabro Valdichiana, che venerdì sera ha coronato il sogno della promozione battendo e scavalcando proprio all’ultima giornata i rivali del Narni Calcio a 5. 52 anni, ingegnere elettronico specializzato in sistemi a radiofrequenza, Rossi è il responsabile della sezione calcio a 5 del club di stanza ai confini tra l’Umbria e la Toscana, sin dalla sua creazione.
“Vivo a Magione per matrimonio ma rimango fabrese nel cuore. Per 10 anni ho seguito una società di calcio a 5 fondata con tre carissimi amici (l’Eden Park, n.d.c.) arrivando fino alla C1 partendo dalla Serie D. Il covid ed un grave lutto ci costrinsero a mollare ma alla chiamata del Fabro non potevo dire no… e siamo arrivati qui”.
Il Fabro Valdichiana nasce dalla fusione tra la U.S.D. Fabro e l’A.S.D Valdichiana Umbra, che si rese necessaria all'epoca della riforma delle società di puro settore giovanile. In verità, la U.S.D. Fabro è attiva dal 1969 ed è una delle società più longeve del panorama umbro: a breve si insedierà ufficialmente il nuovo presidente Valter Giulivi, che è già virtualmente in carica da circa un mese in attesa dell'assemblea che ne formalizzerà la nomina. Massimo Rossi in quella circostanza sarà confermato vice-presidente e responsabile del calcio a 5, sezione attiva dalla stagione 2023/2024 e che ha toccato il punto più alto della sua breve storia vincendo il girone B della Serie C2 umbra.
E riteniamo che sia doveroso tornare a parlare della vittoria decisiva sul Narni che ha permesso al Fabio Valdichiana di ribaltare la vetta della classifica proprio all'ultima giornata e di chiudere in testa il campionato.
- Quali sono state le emozioni provate per aver tagliato questo traguardo nella maniera probabilmente più bella che poteva esserci, vincendo cioè lo scontro diretto all'ultima giornata e per giunta in casa?
“Credo che tutti noi abbiamo realizzato la portata di questa vittoria almeno con 24 ore di ritardo. Onestamente, l'obiettivo di inizio campionato era l'approdo ai play-off e nessuno avrebbe immaginato di vincere un campionato testa a testa con questo Narni facendo 61 punti. Dopo una lunga notte di festeggiamenti, ci è rimasto il sapore di un'impresa che credo non avrà pari per qualche anno. Una promozione diretta ottenuta con 20 vittorie, un solo pareggio e una sola sconfitta: non eravamo i più forti, ma siamo stati i più bravi ed i più continui”.
- Quali sono stati gli ingredienti che hanno permesso al Fabro di giocarsi le sue carte per la promozione riuscendo a conquistarla proprio sotto la bandiera a scacchi?
“L’ingrediente principale è stato giocare senza guardare la classifica pensando che dovevamo vincere tutte le partite. Dopo la gara di andata, il Narni era a +5. Tutto il gruppo si è messo a disposizione con un'idea chiara. Se il Narni voleva vincere il campionato, doveva aspettare l'ultima giornata. Non abbiamo concesso più nulla a nessuno ed alla fine, è arrivato il premio più ambito. Devo elogiare tutti i giocatori, anche chi magari ci ha permesso di rifiatare solo qualche minuto o anche solo di avere i numeri per fare allenamenti intensi fino alla fine”.
Una promozione conquistata, curiosità più unica che rara, il quel Palasport “Marco Barbanera” che è stato il teatro naturale del trionfo del Monteleone, trionfatore nella C1 umbra e proiettato verso il campionato di Serie B.
- Rossi, sognate di ripetere l'impresa del Monteleone oppure gli obiettivi saranno più... ponderati e rivolti magari ad attestarsi nella categoria?
“Uno spot molto attuale dice: non vendo sogni, ma solide realtà. Rispettiamo tantissimo il cammino del Monteleone ma noi dobbiamo puntare a consolidare la C1 ed a far crescere base ed interesse nel comune di Fabro. Sappiamo che dovremo confrontarci con realtà strutturate e storiche del panorama umbro e che dovremo crescere un passo alla volta. Ma non ci tireremo indietro, assolutamente”.