17/04/2023 23:54
Per Mirko Caglià quella che è stata ottenuta sabato pomeriggio con il Gela è una promozione dal sapore troppo speciale, perchè il 32enne laterale sinistro è stato uno dei protagonisti assoluti dello storico sbarco gelese nel nazionale. Un campionato, quello di Serie B, che Caglià ha ritrovato dopo averlo vissuto in prima linea con Akragas e Nissa, apici del suo percorso agonistico che si è snodato per tanti anni tra Pro Gela e Campobello e che è adesso tornato ad esaltarsi con i colori del club di patron Melfa.
La prima cosa che chiediamo a Caglià è cosa si prova oggi, da capitano della squadra ma anche da giocatore leader del Gela, ad aver ottenuto un risultato così prestigioso con questa maglia, soprattutto considerando che per la prima volta nella sua storia Gela prenderà parte al campionato di Serie B?
“Mi sento orgoglioso, orgoglioso prima per aver portato in alto il nome della mia città ma soprattutto perché sono il capitano di un gruppo fantastico, fatto di eroi e di uomini”.
- Il duello con la Vigor San Cataldo ha catalizzato l'intera stagione, ma ad un certo punto, sul doppio vantaggio loro nello scontro diretto, hai temuto che la promozione potesse sfuggirvi di mano proprio in vista del traguardo? Quanta carica ha dato alla squadra quel tuo gol?
“Sul finale non siamo stati lucidi, avevamo tanta voglia di fare bene in quella partita, venivamo da una sconfitta fuori casa che aveva cambiato nei nostri pensieri e l’andamento del campionato, ma nonostante ciò, l’emozione di avere un palazzetto stracolmo e la bravura del nostro avversario, ci ha messo in grossa difficoltà, portandoci dotto di due gol. Recuperare non era da tutti, il fatto di aprirsi per rimontare avrebbe potuto compromettere ancora più il risultato, penso che il mio gol prima della fine del primo tempo abbia fatto anche la differenza: abbiamo avuto tutto il secondo tempo per recuperare lo svantaggio e per come sono andate le cose forse, se avessimo pareggiato prima, avremmo pure vinto… ma questo è un mio pensiero e resta tale”.
- In due stagioni siete passati dalla C2 alla Serie B: che cosa vi aspettate nel vostro sbarco in campo nazionale? Ritieni che questa rosa abbia le capacità per potersi disimpegnare anche nella nuova avventura tra i cadetti?
“Questa squadra e questa dirigenza ha molto da crescere. Siamo nati solo due anni fa, a parte qualcuno nessuno ha l’esperienza per un campionato nazionale, sicuramente ci sarà molto da lavorare per farci trovare pronti: ,sbaglieremo molte cose e le correggeremo. Penso che la forza di questa società in primis sia l’organizzazione, questo sicuramente ci aiuterà a colmare le lacune che al momento abbiamo”.