26/07/2022 17:51
I paradossi (clamorosi) di questa riforma hanno un nome e cognome: Joao Frederico Faria Avila, che il futsal italiano conosce come Fred. La sua storia sportiva si sviluppa completamente in Italia, dove però Fred ha la sfortuna di approdare a 21 anni: certo, all’epoca (era il 2010) chi avrebbe mai azzardato solo ipotizzare che un giocatore della sua classe e della sua bravura, capace di giocare sempre in campo nazionale arrivando persino a conoscere il mondo della Serie A con la maglia del Real Rieti, oggi potesse essere considerato uno “straniero” in quella che è stata la sua patria adottiva?
E pensare che Fred, nonostante la grande concorrenza interna, è stato uno degli elementi determinanti della Fortitudo Pomezia nella sua corsa alla Serie A: il suo gol è stato l’inciso sul settebello all’Active Network che ha spianato la strada alla squadra di Nuccorini, come vanno assolutamente valorizzate le 14 realizzazioni che hanno fatto di Fred il secondo miglior marcatore della squadra pometina. Numeri che la riforma ha invece minimizzato, obbligando il giocatore a vivere in un limbo dove le aspettative cozzano con i dubbi purtroppo concreti.
Tutti concorderanno che sapere che uno come Fred il sabato lo passi in tribuna a vedere partite di futsal, è uno schiaffo. Ma questa è la cruda realtà legata ad un atto che colpisce chi a questa disciplina ha dato tanto ricevendo in cambio… un colpo di spugna. Fred sta aspettando di ricevere la telefonata giusta per dimostrare sul campo che i suoi numeri sono una certificazione di qualità. Altro che riforma!