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20/02/2021 09:30

Il Bubi torna in gabbia: l'ordinanza provinciale fa saltare cinque gare. Calovi: "Siamo sfiniti!"

“Houston, abbiamo un problema”.

Diceva così Tom Hanks in una celeberrima frase, passata alla storia, pronunciata dall’attore statunitense nel film “Apollo 13” e diventata una terminologia ricorrente un po’ in tutte le culture linguistiche del pianeta.

Una frase che si potrebbe tranquillamente adattare al “caso” Merano che continua a campeggiare sulla copertina dell’agenda sportiva italiana.

“Roma, abbiamo un problema”, potremmo dire. E manco piccolo, aggiungeremmo. Perché se il Covid continua a creare problemi imponendo chiusure forzate e trasformando continuamente i colori della geografia italiana, a Merano pare che sia ormai diventato il rosso (fisso) il colore di maggior tendenze dell’ultimo anno. 


IL PROBLEMA - E’ l’ordinanza che il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha emesso, il 17 febbraio, la numero 8 (LEGGI QUI), e le restrizioni annesse. Non solo per il territorio provinciale, che adesso sta combattendo con la variante sudafricana del coronavirus che sembra essersi proprio insediata in quelle zone; ma nello specifico per quattro comuni adagiati sulle sponde del Passirio, ad una manciata di chilometri dal confine con l’Austria, tra cui, appunto, Merano.


Che dice questa ordinanza? Saltando a piè pari le disposizioni precedenti, all’articolo 6 (pagina 5) si arriva al passaggio critico.


6) dal 22 febbraio al 7 marzo 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio comunale, salvo per coloro che si spostino per comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute o per situazioni di necessità o urgenza, e in ogni caso portando con sé la certificazione dell’esito negativo di un test antigenico o molecolare effettuato tramite tampone, non anteriore a 72 ore”.


Ossia, in parole povere, divieto assoluto di spostamento e stop anche per le attività sportive considerate a carattere nazionale. Con la sola eccezione per lo Sport Club Meran, militante nella Serie A1 di pallamano maschile, che il buon Kompatscher ha considerato eccellenza di vertice riservando a quella sola squadra, massima portacolori della provincia bolzanina in campo sportivo, la possibilità di continuare l’attività agonistica quotidiana. Il resto tutti fermi. Restrizioni che, viene specificato nell'ordinanza, hanno effetto dal giorno 18 febbraio.


IL BUBI SI RIFERMA - “Roma, abbiamo un problema”. E aggiungiamo noi… anche grande. Perché questa ordinanza che effetto provoca? Che il Bubi dovrà fermarsi obbligatoriamente fino al 7 marzo, con l’impossibilità di poter disputare ben cinque partite programmate: tre di calendario ordinario (quella di oggi in casa dell’Arzignano, del 27 con la L84 e del 6 marzo ad Aosta) e due recuperi (a Prato martedì 23 e a Milano il 2 marzo), con anche il match casalingo con l’Arzignano del 9 marzo a rischio. Anche perché senza avere la possibilità di allenarsi per tutto questo tempo si può chiedere ai giocatori di Bubi di scendere in campo a corto di fiato?


Insomma, un problema nel problema, l’ennesimo di questa martoriata stagione dove il Covid l’ha fatta da padrone ma che il calcio a cinque ha voluto combattere lo stesso, chiedendo sacrifici ai club e ai tesserati, compiendo uno sforzo unico nel suo genere. Adesso bisogna trovare una soluzione a questa nuova emergenza: e in un calendario già complesso come quello previsto da qui alla fine di marzo non sarà facile incastrare anche questi ulteriori tasselli.


La battuta finale è del presidente meratese Antonio Calovi. “Siamo sfiniti!”. Chi può osare a dargli torto?