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02/05/2022 20:24

Il Canicattì è nella storiA2. Urso esulta: ''La promozione è il premio per il grande lavoro svolto''

Roba da far accapponare la pelle! Perché il “Livatino Saetta” di Canicattì, sabato pomeriggio, non era una semplice bolgia. Alla partita con l’Agriplus Acireale era come se avessero deciso di presenziare tifosi, semplici appassionati o quelle persone forse affascinate dall’appuntamento con la Serie A, che suona sempre come un evento a qualsiasi latitudine. Enzo Urso, presidente del Canicattì è ancora emozionato.


“Vedere tutta quella gente coinvolta, ragazzi, famiglie intere… e poi vedere i giocatori piangere a fine gara… è stato indimenticabile. Ma davvero quanta gente! Oltre ai posti a sedere cercava di accomodarsi ovunque ce ne fosse la possibilità, dappertutto, è stato uno spettacolo che mi ha fatto emozionare”.


E al “Livatino Saetta” si è compiuto il destino del Canicattì, promosso in Serie A2. Un obiettivo che ha preso forma nel tempo e al quale la squadra di mister Castiglione ha dato sostanza.


“L’ho detto dall’inizio, l’obiettivo non era quello di vincere il campionato ma fare bene e arrivare ai play-off, magari sognando l’A2. Non ci siamo mai nascosti. Ma dico con tanta onestà che Palermo e Lamezia erano le più accreditate, per blasone ed esperienza e perchè c’era proprio un discorso di programmazione alle loro spalle. A un certo punto, però, non ci siamo potuti più nascondere: lì è venuta fuori la bravura dei ragazzi e, non lo nascondo, abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna, perché quando stavamo a dieci punti dalla, vincere non bastava più ma chi ci precedeva doveva perdere del terreno. E così è stato”.


Ma d’altronde la fortuna devi andare anche a cercartela. E il Canicattì lo ha fatto, credendo in un percorso vincente. E ha vinto.


“Abbiamo fatto un percorso importante - ammette Urso. - L’ultima partita che abbiamo perso è stata quella col Lamezia, in casa, poi ne abbiamo vinte 15 e pareggiata una. Non è stato facile ottenere certi risultati, ci sono sempre tante insidie, bisogna sopperire a tante situazioni. Abbiamo infortuni anche importanti, La Rosa, Marino, Roccaro, Sirone, non è stato semplice gestire il tutto. E c’è un perchè la partita che mi ha reso felice è stato il pareggio di Lamezia, dove abbiamo giocato senza 5 titolari - ricorda Urso - riuscire a pareggiare su un campo così difficile in uno scontro diretto è stato il segnale che eravamo autorizzati a crederci. Le vittorie, poi, assolutamente aiutano a vincere, il percorso è venuto più facile ma alla base di tutto c’è stato un grande e duro lavoro dei ragazzi. Mister Castiglione va sempre e solamente ringraziato per tutto lo straordinario lavoro che ha fatto”.


- Presidente, vedere il Canicattì in A2, pensare che il vostro nome il prossimo anno andrà veramente in giro per l’Italia… che sensazione regala?


“E’ una bella soddisfazione, se penso che quattro anni fa giocavamo umilmente in C2, poi ci siamo cambiati vestito e rivoluzionato la nostra cultura di stare questa disciplina, cambiando il modo di affrontare anche le stesse partite. E’ cambiata la mentalità grazie anche ai giocatori che sono venuti dan noi e che hanno permesso alla rosa di aumentare a livello qualitativo. L’esperienza dello scorso anno ci ha permesso di affrontare questo campionato più decisi e fiduciosi. E i frutti li abbiamo raccolti”.


- Adesso ci vuole una chicca…


“Spero che l’Under 19 vada il più lontano possibile nei playoff. E’ un piacere veder giocare questi ragazzi, al primo anno hanno chiuso con 51 punti, sono arrivati terzi. Anzi non sbaglio a dire che questi ragazzi talvolta ci hanno emozionato forse anche di più della prima squadra”.