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27/05/2026 18:06

Il Noto festeggia: la C1 è realtà. Belluardo: "Dovevamo salvarci, solo il Vittoria più forte di noi"

Il Noto ha conquistato la promozione in Serie C1 travolgendo nella finale-derby la Rinascitanetina con il punteggio di 7-1 sul quale oggettivamente c’è poco da dire. Ne abbiamo parlato con Pietro Belluardo, laterale di 34 anni che ha trascorso la sua vita calcettistica a Ispica, passando anche per Viagrande, Futura e NHC Rosolini, con la possibilità di giocare in Serie A con l’Augusta declinata per impegni di lavoro.


- Insomma, una finale tenuta che alla fine avete vinto nettamente, andando oltre quanto previsto. Che prestazione puoi commentare da parte del Noto?


“Abbiamo preparato la partita nel migliore dei modi, ho avuto occasione di studiare molto la squadra avversaria insieme ad Alberto (Mulè, n.d.c.) cercando di giocare molto sui loro difetti difensivi e così abbiamo subito indirizzato la partita come volevamo sin dall’inizio”.


- Una vittoria che ha coronato una stagione vissuta sempre ai vertici del girone D seppur vi siate trovati davanti un Vittoria che ha comunque meritato la promozione. Ad ogni modo oggi siete in Serie C1: sensazioni per il traguardo tagliato?


“Sono arrivato a Noto con la società che si era posto come obiettivo la salvezza, ma abbiamo fatto in modo di crescere tutti insieme cercando di trasmettere qualcosa ai ragazzi. Ho trovato compagni di squadra con la voglia di imparare ed abbiamo disputato un campionato da seconda incomoda per la vetta: se non abbiamo vinto non è solo stato merito del Vittoria, ai quali vanno i complimenti, ma anche perché abbiamo pagato un po’ di inesperienza”.


- Tu hai avuto modo di giocare anche nel nazionale, ma cosa ti porterai dentro di questa stagione a Noto dove il futsal è emerso prepotentemente?


“Sicuramente porterò dentro una stagione fantastica fatta di sacrificio, anche di delusioni ma soprattutto dí conquiste. E porterò pure tutte le nuove amicizie che ho fatto ed i rapporti che si sono instaurati con molti dei ragazzi: lo sport deve essere anche questo”.


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