12/05/2023 16:47
Inizia con una lunga trasferta in provincia di Cosenza l’avventura del Real Fabrica nei playoff del campionato di Serie B. Del primo atto del doppio confronto con il Casali del Manco, formazione che ha conquistato la qualificazione piazzandosi al sesto posto nel girone H, ne abbiamo parlato con il capitano dei viterbesi, Alessandro Morandi, centrale classe 1991 alla seconda stagione nel club del presidente Rossi.
- Con quale spirito affrontate il primo atto dei playoff, che avete conquistato spuntandola al termine della volata in un girone E molto livellato nelle zone a ridosso del podio? Soddisfatti comunque del traguardo raggiunto?
“È stato un girone duro ed equilibrato, ma credo che alla fine la classifica abbia rispecchiato l'andamento dei valori espressi dal campionato: siamo soddisfatti del quarto posto viste le complessità affontate durante la stagione da tanti punti di vista. Il nostro spirito è sempre positivo e non è mai cambiato: abbiamo fiducia nei nostri mezzi e nel lavoro che portiamo avanti ed affronteremo questa fase post-stagionale per ottenere il massimo risultato possibile”.
- Vi è toccata una squadra calabrese, il Casali del Manco, che per voi rappresenta una vera incognita. Come avete preparato questa partita soprattutto a livello di gestione del risultato considerando che si giocherà nell'arco del doppio confronto?
“Non conosciamo direttamente i nostri avversari, ma abbiamo grande rispetto di loro e del loro risultato in campionato: il nostro mister Daniele Pacelli ha preparato la partita al meglio ed affronteremo l'incontro facendo leva sulle nostre caratteristiche migliori, date da equilibrio, compattezza ed esperienza. E' un doppio impegno e per questo dovremo saper gestire l'emotività soprattutto nella gara di andata, consapevoli che ci sarà un secondo tempo in casa nostra”.
- Quali sono le aspettative in vista di questa fase nazionale? La rimonta che vi ha permesso di conquistare la qualificazione quanto inciderà a livello emotivo specialmente in vista della gara di domani?
“Le aspettative sono alte e ci sono, ma sono sempre un qualcosa di astratto: noi siamo proiettati solo nel dare il massimo individualmente e come squadra. Se saremo in grado di farlo, potremo riuscire a renderle concrete”.
Foto: Passini