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23/04/2023 22:05

Il riordino dei campionati femminili: l'A2 lascia il posto alla Serie B, 48 le squadre partecipanti

Nella stagione 2023/2024 avverrà la trasformazione dei campionati nazionali femminili, che già dai prossimi playoff andranno incontro a questo processo per gradi che porterà tra due anni alla ridefinizione delle categorie nazionali versione rosa. Il primo assaggio alle modifiche strutturali lo avremo con la disputa degli ormai prossimi playoff per la promozione in Serie A, che non spetterà alle quattro squadre vincenti i rispettivi gironi della Serie A2. 


In poche parole, ci ritroviamo di fronte alla stessa situazione della passata stagione per l’A2 maschile, quando dalla Divisione Calcio a 5 partì la richiesta di deroga all’articolo 49 delle NOIF, che mirava appunto a non concedere l’acquisizione del diritto a iscriversi al campionato superiore per quelle squadre che erano risultate vincitrici del torneo di seconda divisione, promozioni che sarebbero state assegnate attraverso i playoff. In poche parole, un nuovo atto che va a penalizzare il merito di quelle squadre che hanno ottenuto la vittoria del proprio campionato a dovevano potersi iscrivere regolarmente alla categoria superiore: evitiamo di entrare nel merito della discussione e dirottiamoci direttamente sul tema della riforma dei campionati femminili che si attuerà nella stagione 2024/2025. Ma indipendentemente da chi procederà a varare le nuove piante organiche, diciamo da subito che questo tipo di riforma rappresenta un palliativo poco efficace nei confronti di una rimodulazione dei campionati che devono cercare non solo di qualificare qualitativamente le categorie nazionali, ma anche evitare il depauperamento delle forze a livello regionale. Ma su questo argomento torneremo più avanti.


I PLAYOFF - Ci avvaliamo del comunicato n. 46 (CONSULTALO QUI). Dunque, le quattro squadre che arriveranno prime nei quattro gironi verranno abbinate in due semifinali a estrazione: dopo le gare di andata e ritorno (in calendario per il 14 e 28 maggio), le due squadre che nei rispettivi confronti avranno segnato il maggior numero di reti verranno promosse in Serie A. Le due perdenti, invece, saranno le prime qualificate per le Futsal Finals, dove arriveranno anche le due squadre che verranno espresse dal tabellone tra le seconde, terze, quarte e quinte classificate. Primi due turni da giocare nell’ambito dello stesso girone (il 7 e 14 maggio in gara unica), le quattro vincenti verranno poi sorteggiate per dar vita a due semifinali (21 e 28 maggio): chi vince andrà a completare il lotto delle quattro finaliste che si contenderanno il terzo posto per la Serie A. La Final Four in sede neutra (verosimilmente Salsomaggiore) avrà luogo il 3 e 4 giugno. E fin qui tutto relativamente normale.


Il comunicato n.430 del 30 dicembre scorso (CONSULTALO QUI), è quello che riporta i criteri per il “Completamento degli organici dei campionati nazionali di Serie A-A2 femminili per la stagione sportiva 2023/2024”. A pagina 6 si comincia a parlare delle modalità per la partecipazione all’A2 femminile della prossima stagione. Al secondo comma del Punto A si dice che verranno esaminate le domande e valutati i requisiti delle società richiedenti l’iscrizione “fino a un massimo di 48 squadre”. Nella sostanza, limitando le iscrizioni il Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5 vuole giustamente evitare il ricorso alla processione dei ripescaggi cercando di rispettare i parametri calcolati.


Facciamo un rapido calcolo. Le società di A2 che compongono l’organico della stagione 2022/2023 sono 51, comprese La Coccinella e Spartak Futsal Femminile che si sono ritirate nel corso del campionato; fatto zero il computo tra le promosse in A e le retrocesse dalla A, retrocederanno nei regionali 10 squadre (due per ciascun girone più le due perdenti dei playout, fermo restando gli ulteriori due posti che hanno già lasciato vacanti le rinunciatarie). Dal regionale salgono direttamente le vincenti dei campionati di Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Sicilia e Umbria, ossia quelli composti da un numero di squadre superiore a 10; mentre dai playoff ai quali prenderanno parte le squadre vincitrici dei campionati di Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino e Veneto oltre le seconde classificate dei campionati dove sono state registrate le promozioni dirette delle vincenti. Il totale è 10 (7+3), esattamente quante le squadre che retrocederanno dall’A2: quindi, nel complesso, il quorum delle 48 squadre dovrebbe venire raggiunto.


ARRIVA LA SERIE B - A questo punto, ecco la novità. Niente più A2 ma il campionato di seconda divisione rosa diventerà Serie B, come la logica vuole considerando incongruenza che si registra passando dalla Serie C all’A2 nel caso delle squadre vincitrici a livello regionale. La nuova denominazione dovrebbe entrare in vigore dal prossimo primo luglio, ma nella sostanza non cambierà granché le cose perchè a livello partecipativo i numeri, secondo il nostro punto di vista, sono ancora eccessivi per una categoria qualitativamente limitata rispetto alla Serie A. Qui torniamo all’argomento abbandonato momentaneamente prima, ossia che una Serie B a 48 squadre non contribuisce a valorizzare il livello del campionato e delle sue partecipanti, per cui sarebbe necessario che il legislatore di piazzale Flaminio metta mano alla forbice e proceda ad un ulteriore taglio, da apportare quanto meno per contenere il numero delle squadre a 36 fino ad un massimo di 42, onde poi processare un ricambio con la Serie A che non produca formule complementari.


E già ridurre la forza nazionale rosa a 50/56 squadre sarebbe un primo, importante, passo verso l’effettiva qualificazione dell’intero movimento femminile della Penisola.